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Coronavirus, per Natale test più rapidi ed efficaci

Continua a rimanere complicata la situazione sul fronte coronavirus anche nella vicina Slovenia: nell’immagine analisi di laboratorio dei tamponi

I tamponi attuali richiedono organizzazione e laboratori: troppo lenti. Quelli nuovi invece sono basati sulla tecnica dell’editing genetico: scoperta da Nobel

TRIESTE Sembra proprio che dobbiamo rassegnarci a convivere con Sars-CoV-2 più a lungo di quanto avremmo sperato. Per cercare di farlo in maniera efficace, diventa allora essenziale avere a disposizione una grande quantità di test diagnostici veloci, in grado di dare una risposta su un tampone in pochi minuti, e utilizzarli in maniera capillare tra la popolazione. I testi attuali, però, basati sull’amplificazione del genoma virale con la Pcr, per quanto sensibili e accurati, richiedono organizzazione e laboratori centralizzati. Troppo lenti per un utilizzo usa-e-getta.



Un test diagnostico per una malattia virale può avere tre obiettivi: cercare il genoma del virus, cercare le sue proteine o riconoscere gli anticorpi che la sua presenza ha stimolato. Scartiamo subito gli anticorpi: i test che li riconoscono sono sì rapidi, ma ci rivelano infezioni avvenute diversi giorni in anticipo, perché ci vuole tempo prima il sistema immunitario generi anticorpi. Per un test diagnostico rapido bisogna inevitabilmente cercare l’Rna o una delle proteine del virus.

I cosiddetti test antigenici che vengono oggi diffusamente utilizzati sono già test rapidi. Rivelano la presenza di proteine di Sars-CoV-2 con una tecnica chiamata cromatografia a flusso laterale, la stessa che si usa nei test per la gravidanza. Nel giro di 3-4 minuti si ottiene il risultato. Sono anche test economici: la Bill&Melinda Gates Foundation ha appena stretto un accordo con due aziende produttrici per acquistarne 120 milioni da usare nei Paesi in via di sviluppo a un costo inferiore ai 5 dollari l’uno. Il problema di questi test antigenici, però, è la loro sensibilità: quelli attuali sono almeno 100 volte meno sensibili dei test basati sulla Pcr.

Per cercare il genoma del virus ma evitare le lungaggini della Pcr stanno allora nascendo diversi test nuovi, che vedremo approvati prima di Natale. Questi sono basati sulla tecnica dell’editing genetico che ha valso il premio Nobel qualche settimana fa a Charpentier e Doudna (Doudna stessa è la fondatrice di un’azienda che ne produce un test in California). Non hanno ancora la sensibilità della Pcr, ma ci si avvicinano e il tempo di esecuzione è di pochi minuti. Questi nuovi test rapidi potranno consentire una sorveglianza sanitaria efficace in ambienti a rischio, come le case di cura dove l’infezione può andare rapidamente fuori controllo, ma potranno anche essere tenuti anche a casa per un dubbio diagnostico da risolvere rapidamente. Oppure saranno resi obbligatori prima di imbarcarsi su un aereo: invece di spendere qualche minuto a compilare un questionario, si potrà utilizzare lo stesso tempo per eseguire il test e poi volare in tutta tranquillità. –

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