«Concessioni balneari da prorogare fino al 2033» La Regione in pressing

Torna alla ribalta la questione delle concessioni demaniali marittime: focus sugli stabilimenti balneari

Ordine del giorno trasmesso a palazzo Chigi. Preoccupato l’assessore Callari: «Entro  il 31 dicembre scadranno  molti dei permessi»



Fare pressione su Palazzo Chigi affinché garantisca la proroga delle concessioni demaniali fino al 2033. È l’obiettivo della giunta Fedriga che, muovendosi in modo coordinato con tutte le “colleghe”, ha sottoscritto l’ordine del giorno approvato ieri dalla Commissione demanio inter-Regioni. Spingere per ottenere un prolungamento dei permessi è quanto mai «urgente», secondo le parole usate dall’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, che ha partecipato all’incontro in video-conferenza.


La fretta di ottenere una risposta dal Governo è molta, perché entro il 31 dicembre scadranno gran parte dei permessi stipulati e tanti concessionari del demanio marittimo e delle acque interne (che in Friuli Venezia Giulia sono diverse centinaia, di cui moltissimi concentrati a Trieste), rischiano di trovarsi in una condizione di abusività allo scoccar della mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio del 2021.

La proroga del permesso, in realtà, era prevista da una legge (la 145/2018), che è stata però dichiarata illegittima da diverse sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, per «contrarietà al diritto comunitario», che impone che vengano indette gare di aggiudicazione per ottenere il prolungamento delle concessioni. «Nel nostro caso la legge regionale che era stata votata all’unanimità dal Consiglio e con cui abbiamo introdotto la possibilità di proroga con un meccanismo di semplificazione amministrativa è stata impugnata dal Governo – ha affermato Callari -. Siamo quindi nella situazione per cui i funzionari, che devono rilasciare le concessioni, non sono in grado di assumere decisioni certe. Ci troviamo bloccati».

In tutto questo, la situazione di emergenza sanitaria gioca un ruolo tutt’altro che secondario. Infatti la Corte di giustizia europea, soltanto quattro anni fa, interpellata sulla questione della concessioni, aveva confermato che la direttiva comunitaria a difesa delle gare andava rispettata sempre e comunque. Ma introduceva anche la possibilità di deroga nel caso in cui ci si fosse trovati a dover gestire un momento di grave crisi. «È esattamente ciò che stiamo vivendo noi – ha spiegato Callari. – In un momento come questo, in cui la pandemia ci sta mettendo a dura prova, crediamo che garantire la proroga dei permessi sia anche un modo per contrastare la crisi economica che rischia di piegare chi lavora nel settore». Dal Friuli Venezia Giulia è arrivata anche la proposta di inserire una modifica alla norma nazionale che consenta direttamente all'Agenzia delle Entrate di provvedere alla registrazione degli atti di concessione su istanza del concessionario, a fronte del pagamento del canone. «In questo modo potremmo sollevare i funzionari degli Enti locali dall'onere di assumere atti che rischiano di essere illegittimi – ha concluso l’assessore -. In questo modo sarebbe resa ancora più semplice la risoluzione in tempi brevi di una questione delicata e urgente». —





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