Bernardis: "Nove ospiti positivi al Covid, il Cpr-Cara di Gradisca sia dichiarato zona rossa"

Gradisca (Go) - Un ospite del Cara davanti al muro di cinta

La richiesta del consigliere leghista per "limitare il diffondersi del contagio sul territorio goriziano". Intanto il governatore Fedriga interviene in audizione alla Prima Commissione della Camera: "Flussi migranti, Fvg sotto pressione"

TRIESTE "Alla luce dei dati provenienti dai tamponi effettuati, giunge notizia che 9 ospiti del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Gradisca d'Isonzo sarebbero risultati positivi al Coronavirus. Anche se spostati nella tensostruttura allestita nel Centro, attualmente nessuno è sottoposto a quarantena e dunque sono liberi di girovagare sul nostro territorio mettendo a rischio la salute pubblica. Chiedo che intervengano quanto prima le istituzioni competenti, in primis ministro degli Interni e prefettura, affinché il Cara e il coesistente Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) vengano dichiarati zona rossa".

La richiesta arriva dal consigliere regionale della Lega Diego Bernardis, che denuncia la notizia dei 9 immigrati del Cara di Gradisca "che sarebbero positivi al Coronavirus e l'urgente necessità di misure utili a limitare il diffondersi del contagio sul territorio goriziano". "Dopo tutti i sacrifici che i cittadini del Friuli Venezia Giulia sono stati costretti a fare e che tutt'ora fanno con encomiabile senso di responsabilità - aggiunge Bernardis -, senza contare i grandissimi danni patiti dalla nostra economia, occorre attuare tutte le misure necessarie per evitare che il maledetto virus possa correre e diffondersi sul nostro territorio. Pertanto ritengo opportuno e quanto mai urgente che gli immigrati e i richiedenti asilo presenti presso il Cpr-Cara di Gradisca vengano sottoposti a quarantena, così come fanno tutti i cittadini italiani nel caso di positività".

Intanto a intervenire sui migranti e l'aumento dei flussi sul territorio regionale è stato lo stesso governatore del Fvg Massimiliano Fedriga, nel corso di un'audizione informale in I commissione, affari costituzionali, della Camera dei Deputati in materia di sicurezza e immigrazione: «Nel disegno di legge recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, chiedo che si tenga conto della posizione del Fvg, una Regione di soli un milione e duecento mila abitanti interessata da un continuo flusso di ingressi di stranieri irregolari via terra, molti dei quali minori non accompagnati che nella stragrande maggioranza dei casi hanno dai 17 anni in su».

"Gli stranieri minori non accompagnati - secondo i dati presentati da Fedriga - arrivati in Fvg ammontano nel terzo trimestre del 2020 a 545 individui, «tra i quali non è presente nessuno di quelli che rientrano nella fascia che va da zero a 11 anni. Invece - ha proseguito il Governatore - sono presenti 109 sedicenni e 401 diciasettenni, molti dei quali, in realtà, probabilmente già maggiorenni» e per i quali «la Regione Fvg spende ogni anno 2 milioni di euro per venire incontro agli enti locali che, con i fondi appositamente dedicati dallo Stato, non ce la fanno assolutamente». Fedriga ha specificato che «solo 200 mila euro servono per affrontare il blocco dei trasferimenti dei neomaggiorenni nelle strutture appositamente approntate».

«I pattugliamenti confinari italo-sloveni, nati alcuni anni fa, oggi sono molto scarsi, anche se il loro funzionamento potrebbe consentire più facilmente le riammissioni di immigrati irregolari in territorio sloveno» ha continuato il governatore, rispondendo alla domanda del deputato leghista Nicola Molteni sulla gestione dei confini tra Fvg e Slovenia. «Riammissioni che sarebbero - ha sottolineato - facilitate dal rintraccio già a ridosso dei confini - e che avverrebbero entro le 24 ore dal rintraccio - e non come sta avvenendo sempre più negli ultimi tempi, con i transiti che avvengono con l'uso di mezzi attraverso i valichi di frontiera minori, non presidiati e che portano a un rintraccio decisamente più distante dal confine».

L'auspicio, per Fedriga, è che «i più di 200 chilometri di confini regionali siano presidiati e controllati anche con visori notturni». Nel 2020, al mese di ottobre, ha evidenziato Fedriga, «a fronte di 9.900 rintracci di migranti irregolari, ci sono state 1.321 riammissioni e 1.124 espulsioni.

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