In Fvg licei e tecnici già a lezione da remoto, resta il rebus laboratori

Gli istituti alle prese con l’ennesima riorganizzazione dopo l’ultimo Dpcm. Intanto Trieste anticipa: tutti a casa da ieri con la didattica a distanza al 100%

TRIESTE Le scuole superiori della regione, anche se a fatica, si sono già adeguate. Di nuovo. Già da ieri hanno adottato la didattica a distanza al 100%, anche se l’obbligo, secondo l’ultimo Dpcm, parte oggi. Resta ancora il nodo dell’attività laboratoriale, che gli istituti tecnici e professionali stanno ancora, in parte, valutando. E su tutto c’è il lavoro incessante di presidi e insegnanti, alle prese non solo con nuovi calendari delle lezioni, ma anche con l’impegno a seguire i più giovani, delle prime classi, e chi fa fatica a tenere il passo da remoto.

«Non si è fatto in tempo ad adeguarsi a una disposizione che già ne arriva un’altra. È sconcertante – commenta Teresa Tassan Viol, presidente Anp Fvg, l’associazione nazionale presidi – anche se dirigenti e staff, come sempre, si sono subito messi al lavoro. Anzi, quest’anno non si sono mai fermati. In particolare sono in atto riflessioni e approfondimenti per capire come interpretare la concessione a continuare i laboratori, presenti in tante scuole. Credo che il 75% di didattica a distanza fosse una buona soluzione, anche per mantenere un rapporto più efficace tra studenti e insegnanti, e aveva già generato un impatto favorevole sulla mobilità. A mio parere era un ottimo punto di equilibrio. Questo tornare tutti a casa lo considero un arretramento della scuola, che viviamo con una certa fatica e sicuramente con insoddisfazione».


E anche in alcuni licei, dove le materie sono meno “tecniche”, c’è molto da rivedere. «Ad esempio ci dobbiamo incontrare virtualmente tra licei musicali – spiega Oliva Quasimodo, dirigente scolastico del liceo Dante-Carducci – per capire come procedere al meglio anche in questo indirizzo particolare. E poi ci sono i ragazzi da seguire con molta attenzione. Nella nostra scuola abbiamo fatto tanto in presenza finora, e sicuramente è stata una bella spinta iniziale, anche per i più giovani del primo anno. Preoccupa solo quella frangia di studenti che già lo scorso anno in remoto si erano un po’ persi ma erano stati promossi comunque. Con loro c’è un dialogo costante, vanno motivati e responsabilizzati».

A Trieste tutto si è mosso subito dopo il Dpcm, grazie a una rete ormai collaudata. «Ci siamo sentiti tra dirigenti scolastici, anche per scambiarci opinioni e per condividere nuovamente la situazione – ricorda Maria Cristina Rocco, preside del liceo Oberdan –. Certo speravamo che non si arrivasse al 100% a distanza, ma eravamo pronti. Anche a questo. Abbiamo implementato sia i computer a disposizione dei ragazzi, sia alcuni strumenti, come le tavolette grafiche per docenti di Matematica e Chimica. Invece sul fronte dei laboratori ci stiamo organizzando, per portare i ragazzi in presenza, alle attività, in sicurezza». Stesso argomento in discussione al momento all’istituto Nautico-Galvani. «La mia idea, che devo condividere naturalmente con il collegio docenti, è che si mantenga una giornata in presenza – anticipa la dirigente Donatella Bigotti –: pensiamo a un esempio concreto, da noi c’è il percorso odontotecnico, dove i ragazzi imparano a costruire le protesi, che comporta una certa manualità. Le esercitazioni quindi sono fondamentali. Nessuna attività di questo tipo a distanza – precisa – può sostituire quella fatta in presenza». «Certo – aggiunge – comunicare le novità per le scuole di sera, indicando prima l’entrata in vigore il 5 e poi il 6 novembre, non ha aiutato. Siamo passati dal 50% a distanza, al 75% e poi al 100%. Ci siamo adeguati ogni volta, ma lo sforzo – sottolinea – è sempre grande».

Un po’ tutti gli istituti della regione stanno predisponendo i calendari per i laboratori. C’è chi partirà con formule provvisorie, in questi giorni, inserendo le classi a rotazione negli spazi attrezzati. Molti poi entreranno a pieno regime dalla prossima settimana. —


 

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