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Vertice di sicurezza in Prefettura, controlli sulla sinagoga rinforzati a Trieste

Prima disposizione attuata. Sul tavolo il monitoraggio degli obiettivi sensibili in città e quello dei confini

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TRIESTE. Stamattina, giovedì 5 novembre, vertice in Prefettura per discutere quali misure preventive intraprendere anche a Trieste, a seguito dell’ultima ondata di attentati terroristici che hanno scosso la vicina Vienna e più in generale l’Europa. Nel frattempo già da martedì sono stati implementati i presidi di sicurezza attorno agli obiettivi sensibili del capoluogo giuliano, a partire dalla sinagoga di via San Francesco d’Assisi. Tutto ciò accade dopo che la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha disposto «l’intensificazione dei controlli ai valichi di frontiera, anche con l’impiego dei militari dell’Esercito».

A Roma l’altro ieri (e cioè all’indomani dell’attacco in Austria, avvenuto lunedì sera) Lamorgese ha infatti presieduto una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Vi hanno preso parte il viceministro Matteo Mauri, i vertici delle forze di Polizia e degli organismi di informazione di sicurezza, il sottocapo di Stato maggiore della Difesa e il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria. In una nota successivamente rilasciata dal Viminale si legge che «con particolare riguardo ai recenti attentati terroristici compiuti a Nizza e a Vienna», il Comitato ha effettuato «una attenta ricognizione dei temi concernenti l’attività di polizia di prevenzione, l’aggiornamento del monitoraggio degli obiettivi sensibili, l’intensificazione dei controlli ai valichi di frontiera anche con l’impiego dei militari dell’Esercito». Il comunicato parla infine delle «esigenze di sicurezza nazionale sui migranti irregolari che sbarcano in Italia» nell’ottica di un «piano operativo da concordare tra il governo italiano e quello tunisino».

Tornando a Trieste, si arriva così a oggi. Alle 10.30 di stamane nel Palazzo del governo si incontreranno i rappresentanti di Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza, oltre che delle forze impegnate nei pattugliamenti delle frontiere. Sul piatto ci saranno innanzitutto i controlli ai confini e gli obiettivi sensibili della città. Bisognerà decidere quali ulteriori provvedimenti adottare, anche in base alle risorse disponibili. Si parlerà inoltre dell’applicazione del nuovo Dpcm emanato dal premier Giuseppe Conte.

Quanto agli obiettivi sensibili, il prefetto Valerio Valenti fa sapere che già a partire da martedì sera sono state intensificate le misure di sicurezza attorno alla sinagoga. Il tempio israelitico di Trieste è uno dei più grandi d’Europa. Non è la prima volta che per le forze dell’ordine si rende necessario presidiarlo a scopo preventivo.

E lo stesso vale per via del Monte, sede di istituzioni ebraiche quali la scuola Morpurgo e il Museo Carlo e Vera Wagner: «Siamo considerati un obiettivo sensibile da decenni, almeno dall’attentato di Roma (avvenuto nel 1982 contro la sinagoga, in cui morì un bambino, ndr) – spiega il presidente della Comunità ebraica di Trieste, Alessandro Salonichio –. Per questo una copertura da parte delle forze dell’ordine per noi è ormai qualcosa di abituale. In questi ultimi anni il meccanismo difensivo si è potenziato anche grazie al subentrare dell’Esercito; c’è stato un coordinamento cittadino. Adesso non può che far piacere sapere che c’è stato un ulteriore intervento: il lavoro della Prefettura è ottimo e va nella giusta direzione. I fatti di Vienna e Nizza confermano che l’attenzione deve essere elevata, non solo a protezione degli ebrei: gli attentatori colpiscono in maniera random, senza pietà né rispetto per la vita». 


 

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