Fvg, sono 35 mila i posti a rischio nelle imprese causa pandemia

Nel rapporto Cerved 2020 i dieci settori che soffrono di più Crisi grave per ristorazione, turismo e macchine utensili

TRIESTE. Quasi 35mila lavoratori potrebbero perdere il lavoro in Friuli Venezia Giulia causa pandemia. Di questi, poco meno di 23mila appartengono a società di capitale. È lo scenario peggiore previsto dal Rapporto Cerved Pmi 2020 che fotografa l’evoluzione delle piccole e medie imprese nel 2019 e nella prima parte di quest'anno, con proiezioni sugli effetti dell’emergenza sanitaria relative a tutte le imprese italiane. Il contesto è di un possibile venir meno di 2 milioni di posti di lavoro in Italia nelle società private. Nel dettaglio che riguarda la nostra regione, a rischio è un dipendente su dieci: la riduzione di organico di 34.714 unità ridurrebbe infatti il 9,5% del totale degli occupati dell’intero sistema imprenditoriale privato: 367.173 persone.



Spostando invece il focus sulle società di capitale, Cerved ipotizza 4.411 posti persi per default (su 21.246 lavoratori inseriti in imprese che potrebbero essere costrette a chiudere) e 18.580 per licenziamenti, con una riduzione di organico pari a 22.991. Sempre nello scenario peggiore l’impatto del Covid penalizzerebbe in particolare dieci settori: oreficerie e gioiellerie, macchine utensili, cinema, dettaglio abbigliamento, gestione parcheggi, agenzie viaggi, alberghi, ristorazione, ricettività extra-alberghiera, fiere e convegni.

Non troppo diverso, almeno sui comparti colpiti, lo scenario cosiddetto base, che abbassa però i numeri degli occupati a rischio in Fvg: 16.630 nelle società di capitale, 23.578 se il campione diventa la totalità delle imprese private (-6,4%). In questi settori andrebbe in fumo la metà dell’occupazione a livello nazionale: nei ristoranti si avrebbero tra 432 mila (-22%) e 667 mila (-34%) lavoratori in meno; negli alberghi tra 115 (-28%) e 152 mila (-37%). L’area che rischia la più alta perdita di posti di lavoro è il Nord-Ovest – 388.270 secondo lo scenario base, 560.118 in quello più pessimistico –, mentre nel Nord-Est si andrebbe tra i 323.410 posti (-8% degli occupati 2019) e i 449.734 (-11,1%). In Veneto si stimano impatti in linea con la media nazionale (-8,3%-11,7%), con una perdita rispettivamente del 8,2% e del 11,3% della base dei lavoratori (11,3%). Effetti più contenuti in Emilia Romagna (-8,1% e -11,4%), Trentino Alto Adige (-7,9% e -10,6%) e proprio in Fvg.

L’emergenza da Covid19 ha sparigliato le carte: nel 2020 i ricavi delle Pmi caleranno di 11 punti percentuali e la marginalità lorda crollerà di altri 20 punti rispetto ai livelli, già bassi, dell’anno precedente. Gli indici di solidità patrimoniale e finanziaria peggioreranno, ma grazie ai livelli di resilienza accumulati precedentemente rimarranno mediamente sostenibili, con gli oneri finanziari al 15,5% del Mol e i debiti al 68% del capitale netto.

Come fornire finanza alle imprese per far ripartire gli investimenti? «Finora lo strumento principale è stato il credito garantito – commenta Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved –, ma la gran parte della riduzione di capitale che prevediamo, 37 su 47 miliardi, sarà concentrata in imprese colpite duramente dal Covid che avranno difficoltà a finanziare gli investimenti con debito. Trasformazione digitale, distruzione e ricostituzione delle catene globali del valore, smartworking potrebbero peraltro indurre un rapido cambiamento della struttura produttiva, con alcuni settori emergenti in espansione e altri destinati a un inevitabile ridimensionamento: sarà dunque necessario fare delle scelte su dove indirizzare le risorse». 


 

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi