In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Traffico di droga dai Balcani a Gorizia, quattro carabinieri fra gli indagati

Le ipotesi: depistaggio e favoreggiamento accanto a corrieri e organizzatori. La marijuana bloccata dalla polizia serba

2 minuti di lettura
(reuters)

GORIZIA. Quattro carabinieri, ufficiali di Polizia giudiziaria appartenenti al Comando provinciale di Gorizia, sono stati indagati dalla Procura in relazione a un’attività investigativa legata a un traffico di sostanze stupefacenti. Le accuse ipotizzate sono quelle di depistaggio, disciplinato dall’articolo 375 del Codice penale, e favoreggiamento personale, secondo l’articolo 378 Cp, in concorso. Il periodo di riferimento delle accuse sarebbe collocato a partire dallo scorso giugno.

I relativi avvisi di garanzia sono stati già consegnati da parte della Procura. Un atto garantito, quindi, e come tale a tutela dell’indagato, che non presuppone automaticamente profili di colpevolezza o sospetti, ma semplicemente indica il coinvolgimento nelle indagini, a fronte delle ulteriori verifiche al fine di fare piena chiarezza. Tecnicamente il reato di depistaggio fa riferimento ad azioni o ad omissioni relative a informazioni utili alle indagini.

Siamo in una fase che richiede gli opportuni e necessari approfondimenti per poter sostenere o meno un’accusa. Si tratta dunque di un procedimento oltremodo delicato e complesso, che vedrebbe “intersecarsi” momenti di indagine diversi nell’ambito di un’attività lunga e corposa, che si è articolata tra il 2019 e il 2020.

Gli avvisi di garanzia relativi ai militari dell’Arma goriziana sarebbero scaturiti nel corso degli sviluppi di una indagine coordinata dalla Procura, attraverso il sostituto procuratore, pubblico ministero Ilaria Iozzi. Si tratta dunque di elementi suppletivi che si sono inseriti in una operazione di polizia giudiziaria che ha messo nel mirino un traffico di sostanze stupefacenti, e per la quale sono stati indagati quattro goriziani. Per questi ultimi il reato ipotizzato è quello di detenzione a fini di spaccio di ingenti quantitativi di droga, nel periodo compreso tra il mese di giugno 2019 e luglio 2020. Ai quattro goriziani verrebbero attribuiti ruoli diversi, nel distinguere tra gli organizzatori e i corrieri del traffico.

Secondo quanto si è potuto apprendere, emergerebbe una circostanza specifica legata ad una consistente partita di stupefacenti, circa duecento chilogrammi di marijuana. Droga che era stata rinvenuta durante un controllo effettuato dalla polizia serba. In sostanza, lo stupefacente era stato acquisito all’estero - in Kosovo - dopo che erano stati accuratamente studiati e pianificati percorsi, luoghi e modalità con cui prendere in carico la partita di marijuana, che avrebbe infine raggiunto Gorizia. Un traffico sull’asse Italia-Balcani, è l’ipotesi degli inquirenti.

In particolare, i corrieri sarebbero stati fermati dalla polizia serba lo scorso mese di luglio. Si trattava dei due ai quali era stato affidato il compito del trasporto a partire dal reperimento di un automezzo, un camper che i due “corrieri” avevano noleggiato a Trieste. L’automezzo era stato quindi trasferito in un fabbricato situato in un paese della zona friulana: qui erano state eseguite le modifiche interne dei vani, rendendoli adeguati a occultare l’ingente quantitativo di marijuana da trasportare. Tutto quindi pronto per affrontare il viaggio, messo a punto anche il tragitto, fino a raggiungere la destinazione, sempre concordata e pianificata, dove sarebbe dovuto essere effettuato il carico dello stupefacente.

L’appuntamento per il recupero della droga era appunto in una località del Kosovo. E ci sarebbe stata una sorta di “staffetta”, come si ipotizza, con i due goriziani ad abbandonare il camper, allontanandosi per il tempo utile affinché altri provvedessero a collocare lo stupefacente all’interno dei vani occultati. Ma ecco che durante il viaggio di rientro verso l’Italia, mentre i due si apprestavano a fare ingresso in Serbia, la polizia di confine aveva fermato il camper procedendo al relativo controllo.

Durante le verifiche era stata rinvenuta la “merce” illecita: i circa duecento chili di marijuana, divisi in panetti, e “distribuiti” in alcuni punti del camper dove erano stati ricavati i “nascondigli”. Da qui, dunque, era scattato l’arresto nei confronti dei due goriziani. Gli inquirenti erano arrivati anche agli altri due organizzatori. Fino al passaggio successivo, attraverso l’implementazione ulteriore delle indagini, culminate negli avvisi di garanzia nei confronti dei carabinieri.

In questa fase le parti in causa hanno diritto alla opportuna difesa, attraverso la nomina dei propri legali. Rimane pertanto molto da approfondire, dovendo scandagliare una serie di elementi e aspetti, anche a tutela degli stessi indagati. A questo punto si è in attesa degli sviluppi del procedimento e quindi delle ulteriori decisioni e azioni che stabilirà la Procura di Gorizia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I commenti dei lettori