Fincantieri, slitta al 31 dicembre Il verdetto europeo sulle nozze con Stx

Fra pandemia e protezionismo spuntano nuovi dubbi francesi. E intanto l’Antitrust di Vestager prende tempo 

TRIESTE. Slitta al 31 dicembre la scadenza per l'operazione che dovrebbe vedere Fincantieri prendere il controllo degli Chantiers de l'Atlantique, i cantieri navali francesi di Saint Nazaire. Fincantieri conferma la proroga di due mesi concordata dal gruppo del Ceo Giuseppe Bono con la direzione guidata da Margareth Vestager. Una storia infinita. L'accordo Fincantieri-Stx è stato firmato a Lione nel settembre dal 2017 da Italia e Francia con la Commissione Europa che non ha ancora dato una risposta all'inchiesta aperta nell'ottobre del 2019 e il cui processo è stato interrotto causa emergenza coronavirus.

Il 17 aprile scorso la Dg Competition ha deciso di sospendere il verdetto sul dossier, fissato per il 17 aprile. L’indagine della Commissione nasce dal timore che l’operazione possa ridurre la concorrenza nel mercato mondiale della costruzione di navi da crociera. La pandemia ha però sconvolto ogni valutazione sulle prospettive del settore crociere in Europa. Già in estate i Governi di Roma e Parigi hanno pressato l’Antitrust Ue per avere una decisione sull’operazione che punta a creare un gigante mondiale del settore.

Comparto crocieristico che sta lentamente cercando di tornare alla normalità soprattutto dopo la revoca in Usa del “no sail order”, scaduto il 31 ottobre, cioè il divieto per le grandi navi di operare lungo i porti americani. Comunque al momento non si registra alcuna cancellazione degli ordini sia per Fincantieri che per i Chantiers de l'Atlantique, produttore anche di navi da crociera e in particolare quelle maxi. Gli armatori, infatti, sembrano essere fiduciosi circa una ripresa del settore.

Il rinvio del verdetto europeo su Stx si spiega soprattutto con l’inasprimento della pandemia mondiale. Ma intanto nuovi dubbi francesi di natura protezionistica cercano di entrare in conflitto con il clima attuale di cooperazione industriale fra Italia e Francia che si è rafforzato soprattutto dopo che nel gennaio scorso è stato annunciato il patto d’acciaio fra Naval Group, un colosso della difesa navale da 3,6 miliardi di fatturato, e Fincantieri, con la nascita della joint venture Naviris, «aperta anche ad altri partner europei». Si tratta della creazione di un colosso Ue della difesa di portata strategica e industriale almeno pari alla fusione fra Fincantieri e i cantieri di Saint Nazaire. E sulla quale Bruxelles non ha posto obiezioni.

Tuttavia nel corso di un'audizione in Commissione affari economici al Senato francese, secondo una ricostruzione del quotidiano francese Le Parisienne, Sophie Primas, presidente della Commissione Affari economici del Senato, avrebbe però rilanciato timori transalpini di natura protezionistica tirando nuovamente in ballo l’alleanza, in corso dal 2016, fra il gruppo triestino e il colosso cinese China State Shipbuilding Corporation (Cssc) il maggiore conglomerato cantieristico cinese.

Da qui la richiesta di una minoranza di blocco sull’operazione che blindi l’alleanza Stx-Fincantieri verso temibili avversari esterni. Ma di fatto questa minoranza di blocco esiste già. Attualmente l'84,3% degli Chantiers de l'Atlantique in mano dello Stato francese. L'11,7% è detenuto da Naval Group. L'accordo di Lione prevede che Fincantieri acquisti il 50% di Stx France, la società che controlla i cantieri navali situati sulla costa atlantica francese, mentre un 1% aggiuntivo sarà dato in prestito dallo Stato francese in modo da permettere a Fincantieri di prenderne il controllo. Una golden share che la Francia potrà riprendersi se gli italiens non rispetteranno gli impegni presi a monte del’accordo su mantenimento della manodopera e governance. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.

Il gruppo di Bono mostra tranquillità con grande fiducia nelle possibilità di ripresa del settore crocieristico non appena l’emergenza mondiale causata dalla pandemia finirà. Fincantieri non ha ricevuto nessuna cancellazione di ordini come anche i cantieri di Saint Nazaire che hanno commesse per lavorare a pieno ritmo fino al 2026. E come ha ripetuto più volte da Bono i cantieri francesi, già passati sotto mani coreane, «oggi potrebbero essere invece guidati e ulteriormente rafforzati da mani italiane, dunque europee». 


 

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