Le palestre e le piscine di Trieste invocano sgravi fiscali e bonus corsi

Sollecitata anche la vicinanza di società come Triestina e Allianz: «Non ci possono lasciare soli» 

TRIESTE Lo stop al pagamento di utenze e affitti e un bonus per le famiglie che si iscriveranno a corsi di sport e danza. Sono queste le richieste principali che i rappresentanti del movimento "#IoVivoDiSport #IoVivoDiDanza hanno avanzato al presidente della Regione durante l’incontro avuto a Trieste ieri. «Al governatore - hanno spiegato Alan Saitta ed Erika Bin, portavoce di una categoria costretta al momento allo stop totale dell’attività - abbiamo fatto presenti le difficoltà del settore che nei mesi scorsi aveva fatto investimenti importanti per rispettare le norme. Abbiamo ricevuto controlli e verifiche e in pochissime strutture ci sono stati focolai. Fedriga è dalla nostra parte e sappiamo che sarà una battaglia ancora lunga».

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I punti principali, come detto, sono lo stop ai pagamenti delle bollette - molto alte soprattutto per le piscine - e dei canoni di affitto. È stata proposta la creazione di un bonus sulla falsariga di quello istituto per incentivare le vacanze in Italia. Si è parlato anche del futuro del comparto che vive su numerosi codici Ateco - alcuni dei quali esclusi dai rimborsi - e frammentazione nel tipo di regime fiscale. «In questo senso - hanno aggiunto i rappresentanti del comitato - abbiamo chiesto una riforma per mettere ordine nel settore».



A Trieste, in piazza Unità, sono scese un centinaio di persone. Aaron Coslevaz Manzi, dell’Aztecan academy danza ha parlato di «un provvedimento ingiusto. Ci meritiamo soluzioni intelligenti. Nessuno nega la pandemia, ma non meritavamo di essere lasciati a casa così, meritavamo di fare sport». «Le nostre scuole hanno applicato le norme per aprire in sicurezza», ha ricordato Ilenia Stacul di Ilydance studio, mentre Laura Sterli del comitato nuoto Fvg sottolinea il rigido rispetto delle regole.

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Qualcuno ha anche evidenziato la mancanza del supporto dalla Triestina e dall’Allianz. «Dove sono le società e i loro rifosi? Non ci possono lasciare soli». Matteo Bianchi, uno dei quattro membri del direttivo della Asd Tergeste nuovo che gestisce la piscina di Altura, ha ricordato gli investimenti fatti.

«Lo scorso anno abbiamo speso 300 mila euro per rifare la struttura, la metà era finanziata dalla Regione e il resto con un mutuo di cui siamo garanti. Da maggio abbiamo acquistato macchinari per 5 mila euro, abbiamo dovuto lasciare gli istruttori a casa per prendere personale che controlli gli spogliatoi. Il tutto mantenendo gli ingressi a 3,5 euro e i corsi a 50 euro al mese. Ora ci troviamo con un nuovo stop all’attività. La decisione del governo ci ha tagliato le gambe».

a.p.
 

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