Piazza Unità come una tavola imbandita: è la protesta degli esercenti. Poi a manifestare è il mondo delle palestre e della danza

Foto Lasorte

In mattinata i ristoratori hanno simbolicamente apparecchiato sul selciato, disponendo decine di coperti rovesciati. Nel pomeriggio è stata la volta del comitato #IoVivodisport che ha chiesto a Fedriga la sospensione di affitti e delle utenze, oltre alla ripresa delle attività

TRIESTE Tovaglie bianche con tanto di piatti e posate come tavole imbandite, a terra, in piazza Unità d'Italia. E intorno, opportunamente distanziati, a gambe incrociate seduti a terra, ristoratori, camerieri, commercianti in genere, ciascuno con un cartello che indicava l'attività di appartenenza.

La protesta della Fipe a Trieste: tovaglie e posate sul selciato di piazza Unità

È la scenografica protesta degli esercenti organizzata questa mattina, mercoledì 28 ottobre, in piazza Unità d'Italia dalla Fipe (Federazione esercizi pubblici) contro le misure disposte dal recente Dpcm. Hanno simbolicamente apparecchiato sul selciato, disponendo decine di coperti ma con piatti e bicchieri "rovesciati". Alla protesta hanno partecipato centinaia di persone, tra le quali i vertici locali delle categorie imprenditoriali e commerciali e anche comuni cittadini, oltre ai rappresentanti locali della politica.

Bagnini, balneari, esperienza e tante altre mansioni e settori erano le scritte riportate sul cartello che ciascun operatore teneva in bella vista nel corso della protesta. Alcuni sono invece giunti in piazza vestiti da cuochi, con il completo nero e il tradizionale copricapo a cilindro.

Le istanze di Confcommercio Fvg. «Fateci lavorare» è la stata la richiesta del presidente di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo nel sottolineare come siano state nuovamente penalizzate le stesse imprese messe all’angolo dal lockdown «imprese - ha precisato - che hanno investito per consentire ai clienti la sicurezza anti-Covid, che hanno rispettato le regole, ma che inspiegabilmente vengono accusate di una diffusione del virus che ha ben altre origini».

Foto Bruni

La risposta della Regione. «Credo che fondi del governo e fondi regionali non siano sufficienti a colmare le enormi perdite che avranno gli esercizi», ha detto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, rispondendo sulle risorse previste con la prossima istituzione di un Fondo di emergenza, a margine della manifestazione. Secondo Fedriga, «peggio delle perdite c’è l’incertezza che si è creata e che rischia di togliere la speranza a chi fa impresa e togliere speranza significa non riuscire a tenere il modello sociale: per questo uniamoci e diamo risposte».

Alla manifestazione hanno partecipato in maniera ordinata circa 300 persone, in particolare i dipendenti dei gestori di bar e ristoranti. A prendere la parola sono stati, con Da Pozzo e Fedriga, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il presidente di Confcommercio Fipe Fvg Bruno Vesnaver. A supporto dell’iniziativa anche i vertici di Confindustria Venezia Giulia Michelangelo Agrusti e di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti.

LE ISTANZE DEL MONDO DELLE PALESTRE E DELLA DANZA

Nel pomeriggio a scendere in piazza è stato il mondo delle palestre e della danza, con il comitato #IoVivodisport, gruppo spontaneo di addetti del settore, che ha deciso anch'esso di protestare contro la chiusura imposta dal Dpcm e che, per far valere le proprie ragioni, ha incontrato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga.

A Fedriga una delegazione del comitato ha chiesto la sospensione delle utenze e degli affitti e un bonus da dare, con la ripresa delle attività, alle famiglie e alle persone che vogliono tornare in palestra. Chiedono inoltre di poter aprire subito le loro sale, impegnandosi anche a imporsi ulteriori restrizioni per evitare ogni forma di affollamento.

Il presidente Fvg ha dal suo canto recepito le richieste del settore, condividendo la necessità di farlo ripartire: si impegna, come ha d'altronde ribadito negli ultimi giorni alle categorie traversalmente in protesta, sia a collaborare con il governo per trovare un'intesa, sia a trattare fra Regioni per una soluzione che tenga conto della situazione epidemiologica nei singoli territori.

«Al governatore - hanno spiegato Alan Saitta ed Erika Bin - abbiamo fatto presenti le difficoltà del settore che nei mesi scorsi aveva fatto investimenti importanti per rispettare le norme. Abbiamo ricevuto controlli e verifiche e praticamente in tutte le strutture non ci sono stati focolai. Fedriga è dalla nostra parte e sappiamo che sarà una battaglia ancora lunga».

In attesa della delegazione ricevuta dal presidente, alcuni dei partecipanti alla protesta hanno raccontato le loro storie. Aaron Coslevaz Manzi, dell’Aztecan academy danza ha parlato di «un provvedimento ingiusto e dobbiamo farci sentire. Ci meritiamo soluzioni intelligenti e non facili. Nessuno nega la pandemia, lasciarci a casa così ero non lo meritavamo, ma meritavamo di fare sport».  

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