Istria in crisi per i contagi importati da altre regioni

FIUME Tornano a preoccupare i dati coronavirus registrati lunedì in Istria e nella regione del Quarnero e Gorski kotar, due contee che finora hanno retto abbastanza bene l’urto dell’epidemia. Nella regione che ha Pisino per capoluogo i contagi sono stati 46, per un totale di 477 test effettuati. Gli istriani costretti all’isolamento domiciliare hanno toccato quota 872. L’Unità anticrisi istriana, diretta da Dino Kozlevac, ha reso noto che non pochi contagi sono stati in realtà importati da altre aree della Croazia e dagli Stati vicini. Infatti, 15 sono stati i contagi che hanno riguardato soggetti arrivati da Fiume, 4 dall’Italia, 2 dalla Slovenia e altrettanti dalla Bosnia-Erzegovina. Sono invece 16 gli istriani colpiti dall’infezione e che erano in isolamento o hanno avuto contatti con gente colpita dal Covid-19. Per i restanti 7 positivi si cerca di risalire alla fonte del contagio. Più alti i numeri rilevati nella vicina Contea litoraneo–montana, dove si è tornati a superare la cifra dei 100 infetti in 24 ore. Per la precisione i casi sono stati 125, a fronte di 871 tamponi. Anche ieri la Regione di Spalato ha confermati di essere assieme a Zagabria il maggiore focolaio nel Paese. Dei 928 test 226 sono risultati positivi. Sta crescendo di giorno in giorno anche il numero delle persone contagiate e che risiedono nella Contea di Ragusa e della Narenta. L’ultimo bollettino della recita che ben 70 sono i nuovi contagi, di cui 30 a Ragusa (Dubrovn

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