Dal centro al colle di San Giusto, ascensori “per tutti” da Natale

Foto Lasorte

Ok della Regione al pubblico esercizio dei due elevatori del parcheggio: potranno far salire un milione di persone all’anno tra clienti, cittadini e soprattutto turisti

TRIESTE. Un milione di passeggeri all’anno trasportati da due ascensori costruiti nel 2015, che ogni santo giorno si fanno cadauno 350 corse su/giù tra via Teatro Romano e il Colle di San Giusto. Franco Sergas, che Park San Giusto ha visto nascere e che è consulente dell’attuale proprietario Interparking, fa due conti al volo e ipotizza una milionata di fruitori per un servizio che non sarà più appannaggio dei clienti del parcheggio, ma che si accinge a diventare trasporto pubblico.

Cioè, il cittadino e il turista potranno entrare nell’antro del Park, incamminarsi in discesa per qualche decina di metri, superare una porta tagliafuoco e salire su uno dei due elevatori che lo isserà fin sotto il monumento ai caduti scolpito da Attilio Selva e inaugurato nel 1935 sul Colle alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Si configura così il secondo impianto “a fune” in funzione sul territorio triestino: l’altro è il tram di Opicina.


Sergas e Enrico Conte, direttore dei Lavori pubblici comunali, sperano di raccogliere entro Natale il risultato di un paziente lavoro “a tre” condotto da parecchi mesi in collaborazione con la Regione. Intanto un primo concreto riscontro: la direzione attività produttive della Regione, con un decreto a firma del direttore Magda Uliana, ha concesso a Park San Giusto l’esercizio dell’impianto fino al 2047. Nel contesto di un percorso misto pedonale meccanizzato fra il Teatro romano e il Colle di San Giusto. Comincia a prendere forma l’accordo con il Comune, per cui, in cambio di 18 stalli in via Cadorna, il Park San Giusto consente l’utilizzo dei due ascensori anche ai viandanti che non abbiano depositato la loro vettura nel multipiano.

Conte e Sergas ritengono possibile effettuare il collaudo, con il timbro della Regione, entro la fine di novembre. Poi serviranno cartelli, sistemi di video-controllo ecc. per evitare che si verifichino quegli atti di vandalismo di cui il Park è rimasto spesso vittima. Sarà inoltre necessario dosare la presenza sugli ascensori stante il rinnovato allarme Covid: in teoria ogni lift è autorizzato a portare una decina abbondante di persone, un numero difficilmente compatibile con le odierne misure di profilassi.

Infine, la partenza operativa, che a base di buona volontà, come si diceva al principio, coinciderebbe con Natale. Apertura prevista dalle 7 alle 23, ma, essendoci un addetto notturno di presidio, è possibile suonare e ottenere un ingresso, che sarà consentito a visitatori “presentabili”.

In un secondo tempo, a spese del Park, verrà risistemato il “capolinea” sul Colle, il cui aspetto è oggi assimilabile a quella di un rifugio anti-aereo. Si sbarca dall’ascensore, ci si inerpica su una rude gradinata e si sbuca sullo striminzito spiazzo quasi all’angolo con via Castello, dove opera il ricreatorio Toti. Il Park ha messo a punto un progetto per ingentilire l’arrivo con una copertura vitrea: al sindaco Dipiazza è piaciuto, adesso dovrà piacere anche alla Soprintendenza. Sergas un po’ si lamenta perchè, tra la parte edile e quella tecnica, è fischiato un inatteso preventivo da 200.000 euro: cosa non si fa per Trieste turistica (quando tornerà). 


 

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