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Cgil, Cisl e Uil contro il Comune di Trieste: «È lontano dai veri problemi»

I sindacati: «La situazione richiede strumenti adeguati per salvare imprese e lavoratori ma le istituzioni non soffino sul malcontento delle vittime»

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TRIESTE Un duro attacco al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e un appello al governo a confrontarsi con le parti sociali per riuscire a mantenere il paese in equilibrio tra la tutela della salute e la tenuta economica.

Il segretario provinciale della Cgil Michele Piga, della Uil Luciano Bordin e il segretario regionale della Uil Giacinto Menis hanno voluto lanciare un articolato appello alle istituzioni partendo dalla manifestazione di lunedì in piazza dell’Unità d’Italia. «La situazione denunciata dagli imprenditori e dai lavoratori che hanno manifestato, in una piazza composta da varie anime, richiede strumenti e tempi di sostegno adeguati - spiegano i sindacati - per garantire la sopravvivenza di tante imprese e posti di lavoro. Imprese che nella grande maggioranza dei casi hanno rispettato le regole, anche attraverso pesanti investimenti e sacrifici, per poter continuare a dare servizi e lavoro anche in una condizione di emergenza sanitaria».

Piga, Bordin e Menis non nascondono una certa preoccupazione sotto il profilo della sanità alla luce «delle carenze di personale, dal riemergere del virus nelle residenze per anziani e disabili, dalle oggettive difficoltà di gestire il fabbisogno di tamponi e la tracciatura dei contagi: tutti fattori che rischiano di determinare un nuovo fallimento sul versante delle strategie anti-Covid».

Cgil, Cisl e Uil non sottovalutano la situazione «critica» del paese con le proteste che possono essere gestite «solo tenendo insieme i temi dell’economia e del lavoro con la tutela della salute pubblica come bene primario e come precondizione per la stessa tenuta economica e occupazionale del paese. Ecco perché diventa centrale il confronto tra governo e parti sociali, sede prioritaria dove cercare di trovare una soluzione capace di contemperare le due esigenze, in un clima che resti caratterizzato, come è stato in occasione della prima ondata, da una forte coesione sociale, fondamentale per superare anche questa nuova fase di crisi».

Infine il durissimo attacco dei sindacati nei confronti del sindaco: «Troviamo pericolosa la sua condotta alla manifestazione di lunedì, non solo per l’atteggiamento tenuto e per le parole pronunciate, ma anche per la totale inerzia sul fronte delle misure per far fronte alla pandemia, si trattasse di politiche socio-sanitarie, di scuola, di trasporto pubblico. È da questa estate che chiediamo invano un confronto sulle emergenze che incombono su sanità, economia e sociale: il sindaco, invece che soffiare sul malcontento delle vittime dell’emergenza sanitaria, batta un colpo e incominci ad occuparsi dei problemi reali di Trieste e dei triestini». —


 

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