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Ritorna alla ribalta l’immunità di gregge

Immunità collettiva, immunità di gruppo, di popolazione, di massa, interruzione della trasmissione: sono le varianti al termine “immunità di gregge” proposte dai giornalisti delle principali testate inglesi a un incontro su Covid-19 cui sono stato invitato a Londra con un piccolo gruppo di colleghi la scorsa settimana. Perché il tema, originariamente proposto in marzo da alcuni esperti del governo inglese, sta ora tornando inevitabilmente alla ribalta vista la diffusione del virus che sembra inarrestabile.

Il concetto di immunità di gregge è proprio delle vaccinazioni: proteggendo con un vaccino una percentuale elevata degli individui, la circolazione del virus viene impedita, tanto che anche quelli che non sono vaccinati alla fine risultano protetti. La percentuale di individui resistenti per avere immunità di gregge dipende dalla contagiosità delle malattie: per quelle molto contagiose come il morbillo, deve raggiungere il 92-94%, per quelle meno contagiose ci si può accontentare del 70-75%.


A rilanciare l’idea dell’immunità di gregge per il coronavirus hanno pensato alcuni ricercatori brasiliani riportando la storia della città di Manaus, in Amazzonia. Nello scorso maggio, i due milioni di cittadini di Manaus erano stati devastati dall’ondata epidemica. Gli ospedali erano stati travolti e la municipalità aveva dovuto scavare nuove fosse per le sepolture nella giungla alla periferia della città. A giudicare dal numero di persone che hanno anticorpi contro il virus, l’impatto fu tale che il 66% della popolazione venne infettata. Secondo i ricercatori brasiliani, sarebbe questo il motivo per cui ora, nonostante il virus stia dilagando nel resto del mondo, la mortalità per Covid-19 a Manaus è praticamente azzerata.

All’inizio di ottobre, un think-tank progressista ha rilasciato un documento chiamato la Great Barrington Declaration che propone il ritorno alla normalità per consentire la diffusione del virus e raggiungere l’immunità di gregge. L’iniziativa ha fatto scatenare l’indignazione di un vasto numero di scienziati, che hanno firmato una veemente lettera pubblicata su Lancet il 14 ottobre scorso, dove l’immunità di gregge per Sars-Cov-2 viene definita «una menzogna pericolosa non sostenuta da evidenza scientifica».

Come ha affermato Paul Lehner dell’Università di Cambridge durante l’incontro della scorsa settimana, se il virus continuerà a dilagare in maniera talmente incontrollata, ora tutti noi rischiamo di essere i soggetti di un esperimento naturale sull’immunità di gregge che alla fine ci dirà chi ha ragione. Sempre sperando che arrivi prima possibile un vaccino e renda questa discussione un ricordo accademico. –

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