Piano illuminazione da 1.300 punti luce da Barcola a Servola: via alla fase finale

Operazione da 3,7 milioni di euro complessivi. Tecnologia a led per rinnovare gli impianti. Fra le tappe c’è corso Cavour



Da Barcola a via Giulia, da piazza della Libertà a Opicina, passando per Porto vecchio, viale D’Annunzio e viale dell’Ippodromo: sono numerose le zone del territorio di Trieste coinvolte, dall’inizio del 2020, dalla sostituzione dei punti luce – finora sono 810 quelli sostituiti – per una spesa totale di 2 milioni 300 mila euro. Spesa a cui si aggiungono i 270 mila euro occorrenti per le sostituzioni, nelle prossime settimane, di altri 175 punti luce tra Servola, via Toffani e il palazzo in corso Cavour destinato a ospitare l’Urban center. Poi ne arriveranno altri 285, che porteranno la spesa complessiva a 3,7 milioni e il totale dei nuovi punti luce a quasi 1.300.


Questo è quanto emerso dalla presentazione ieri mattina a palazzo Gopcevich del piano per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica e per l’efficientamento energetico, alla quale è intervenuta l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, che ha ricordato come «finora tra riqualificazioni e integrazioni dell’illuminazione sono stati realizzati oltre 810 punti luce, prevalentemente a led, e a breve sono previste oltre 460 installazioni, con un risparmio energetico del 50% rispetto alle luci sostituite». Infatti «entro la fine del 2020 o al più tardi entro il primo trimestre del prossimo anno», ha evidenziato Lodi, con un investimento ulteriore di un milione 400 mila euro, «interverremo su altri punti luce» che interesseranno anche la zona dell’ex faro Lanterna, San Giacomo con uno degli assi viari principali del popoloso quartiere, ossia via dell’Istria, il quartiere di San Vito, il giardino pubblico “de Tommasini” e altre aree, per un totale appunto di ulteriori 460 punti luce.

Alla fine, ha confermato l’assessore, «saranno quasi 1.300 i corpi illuminanti riqualificati con tecnologia a led in tutto il territorio comunale, per un totale di oltre 4 milioni di euro di spesa». Oltre all’installazione di apparati più nuovi, l’utilizzo della tecnologia a led porterà una riduzione del 50% dei consumi energetici oltre che di Co2, in quanto, come spiegato ieri mattina da Diego Radin di Hera Luce, società a cui il Comune di Trieste ha affidato la gestione della pubblica illuminazione, «la tecnologia a led è in grado di ottimizzare i consumi energetici e di ridurre l’inquinamento luminoso garantendo al contempo la qualità dell’illuminazione, in termini di uniformità e di comfort visivo, in quanto incrementa la percezione dei colori, e che di anno in anno, grazie ai progressi tecnologici in questo campo, migliora costantemente». Basti pensare che alcuni vecchi punti luce cittadini sono ancora dotati di lampade con tecnologia obsoleta per la presenza di mercurio.

«Tutti i punti luce – ha aggiunto Radin – sono realizzati con un’alta percentuale di materiali riciclabili che permettono il recupero della maggior parte delle materie prime al termine della vita utile degli impianti. Si migliora poi l’impatto ambientale con l’interramento delle reti quando possibile e si riduce la possibilità di guasti grazie all’uniformità degli impianti, anche dal punto di vista dell’arredo urbano».

Attenzione, infine, è stata posta sul potenziamento dell’illuminazione all’altezza degli attraversamenti pedonali delle strade a percorrenza più rapida, come via De Marchesetti o anche viale dei Campi Elisi. —



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