In vigore da oggi le nuove restrizioni ai valichi sloveni, scattati i primi controlli 

I primi controlli al confine nella mattinata di oggi, lunedì 26 ottobre, a Rabuiese (Foto Massimo Silvano)

Le persone provenienti da Paesi o regioni inseriti nella lista rossa e tutti i residenti in Fvg per entrare in Slovenia devono esibire un test negativo effettuato non oltre le 48 ore precedenti.Intanto, quarto ospedale Covid a Lubiana. Rilevati 1675 casi per meno di 5800 tamponi. La stima degli infettivologi: positiva una persona su 50

LUBIANA. La Slovenia sempre più chiusa in se stessa in un lockdown mai ufficialmente dichiarato, ma fortemente percepito dalla società, deve fare i conti da oggi, lunedì 26 ottobre, con un sistema alle frontiere rivoluzionato per quanto riguarda gli ingressi dall’Italia, o meglio da 14 regioni italiane proclamate zona rossa dal governo di Lubiana tra cui c’è anche il Friuli Venezia Giulia.

Cambia dunque regime tutta l’area transfrontaliera del Carso, di Gorizia e della Benecia. La vicina Croazia intanto emana nuove norme restrittive per cercare di arginare il virus scatenato soprattutto a Zagabria dove ieri si contavano, nella sola capitale, 976 nuovi casi. Anche le altre cifre in Croazia però non scherzano: 2.421 nuovi contagi in 24 ore a fronte di 8.520 tamponi. Otto sono state le vittime.

Tornando ai nostri confini a partire da oggi le persone provenienti da Paesi o regioni inseriti nella lista rossa e, ripetiamo, tutti i residenti in Fvg, con il decreto di venerdì scorso dall’esecutivo Janša per entrare in Slovenia devono esibire un test negativo al Covid-19 effettuato non oltre le 48 ore precedenti. In caso contrario, sarà obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena, per la quale dovranno essere fornite adeguate indicazioni per l'isolamento.

Le nuove norme tuttavia prevedono 17 eccezioni, in base alle quali sarà consentito l'ingresso senza quarantena e senza test negativo ai lavoratori transfrontalieri, ai proprietari di immobili e natanti, proprietari agricoli transfrontalieri, studenti, necessità mediche, il tutto specificato nel decreto. Insomma addio al pieno di benzina e alle stecche di sigarette di oltreconfine.

Lubiana però tiene molto a precisare che i confini tra Slovenia e Italia non saranno «chiusi» a partire da oggi, ma entreranno in vigore una serie di restrizioni per l'ingresso in Slovenia. Tecnicamente la chiusura non c’è, ma l’osmosi sociale transfrontaliera che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia con le aree slovene di confine è temporaneamente defunta, chiusa dai confini del virus. Ma così, sempre tecnicamente, si salva la facciata di Schengen.

A livello di contagi in Slovenia nelle ultime 24 ore quelli nuovi sono stati 1.675 su 5.776 tamponi effettuati. I ricoverati sono 508, e 6 i morti. Il Centro medico universitario di Lubiana ha aperto un quarto cosiddetto ospedale Covid presso la struttura ospedaliera Peter Držaj nel rione di Šiška. Poi, se il trend dei ricoveri non dovesse diminuire, non rimarrà che il palasport di Stožice per accogliere i contagiati.

Come spiega Mateja Logar, infettivologa della Clinica per le malattie infettive e febbrili di Lubiana, la crescita dei contagi è il risultato di quanto accaduto dieci giorni fa e non è ancora possibile valutare l'efficacia delle ultime misure anti-virus prese dal governo. Logar esorta fortemente la gente a non frequentare la famiglia allargata durante le prossime vacanze, poiché ciò darà loro il rischio di avere più contatti interpersonali. «Ci sono molti virus. Stimiamo che una persona su 50 sia positiva, quindi la probabilità di contrarre l'infezione è altissima», spiega Logar. Sconsiglia infine anche le visite ai cimiteri, in occasione delle prossime festività novembrine.

Anche la Croazia ha deciso ieri nuove misure restrittive per cercare di arginare l’epidemia da coronavirus. Il governo ha deciso che la distanza sociale minima all’aperto, dove è obbligatorio già da tempo indossare la mascherina, tra due persone è di metri 1,5 che al chiuso sale a 2. I locali, bar e ristoranti chiuderanno alle 24. Vietati tutti gli eventi pubblici e le riunioni con più di 50 persone. Ci potranno essere un massimo di 30 persone ai matrimoni così come ai funerali e alle cerimonie o riunioni private il massimo sarà di 15 persone. Le competizioni sportive possono essere svolte solo senza spettatori.

Gli eventi pubblici, i raduni e le cerimonie possono durare fino alle 22, ad eccezione dei matrimoni che possono sforare fino a mezzanotte. Sarà vietata la vendita di alcolici dalle 24 alle 6 del mattino, mentre da un punto di vista sanitario è stato deciso che la Sport Arena di Zagabria diventerà ospedale da campo per accogliere i malati meno gravi di coronavirus. Queste misure entreranno in vigore domani e saranno valide per i prossimi 14 giorni, poi il governo valuterà gli esiti e la nuova situazione. —

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