Serbia, con Brnabić nasce il governo rosa

Presentato il nuovo esecutivo formato dopo le elezioni di giugno: reincarico alla premier, la metà dei ministeri va alle donne

BELGRADO. Dopo mesi di attesa dalle elezioni politiche (21 giugno scorso) che hanno sancito il trionfo del Partito progressista solo nel nome, ma conservatore di fatto del presidente Aleksandar Vučić, la premier incaricata Ana Brnabić ha finalmente ieri presentato la lista dei ministri del suo governo bis. Una lista che ha sorpreso un po’ tutti, comprese le altre cancellerie europee: si tratta infatti di un esecutivo “rosa” dove le donne sono presenti eccome. E in dicasteri che contano.

Lo ha rimarcato lo stesso Vučić nel corso della presentazione ieri a Belgrado del nuovo esecutivo a fianco di Brnabić. Un governo di continuità, ha spiegato il capo dello Stato, che prosegua nell'ulteriore rafforzamento delle riforme, della crescita economica e del risanamento finanziario, che vada avanti sulla strada dell'integrazione europea e che ponga come obiettivo prioritario la lotta senza quartiere a mafia, corruzione e criminalità organizzata. Un governo, ha sottolineato ancora il presidente, formato quasi per la metà da donne a conferma della grande attenzione alla parità di genere e all'importante ruolo della componente femminile nella società.

Dieci dei 21 ministri sono infatti donne, più la premier Brnabić e il nuovo segretario generale della presidenza della repubblica, incarico affidato a Suzana Paunović, che prende il posto di Nikola Selaković, un fedelissimo di Vučić che sarà il nuovo ministro degli Esteri. Tra i compiti prioritari del nuovo esecutivo, ha osservato Vučić, vi saranno al tempo stesso la prosecuzione della lotta alla pandemia di coronavirus con la difesa della salute dei cittadini e il rafforzamento del sistema sanitario, la difesa degli interessi nazionali della Serbia, in particolare sulla cruciale questione del Kosovo, e soprattutto una lotta spietata a corruzione e criminalità.

Non è un caso forse che vi sia stato un avvicendamento tra i titolari dei dicasteri di Difesa e Interno, con quest'ultimo ministero affidato ad Aleksandar Vulin, finora responsabile della Difesa, noto per le sue posizioni dure, forti e intransigenti. Il nuovo governo di Belgrado è una coalizione a tre fra Partito del progresso serbo (Sns), il partito di maggioranza guidato da Vučić e che ha vinto con oltre il 60% le elezioni di giugno, il Partito socialista (Sps) dell'ex ministro degli Esteri Ivica Dačić, ora presidente del Parlamento, e l'Alleanza patriottica serba (Spas) dell'ex campione di pallanuoto Aleksandar Sapić. 

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