Nasce il comitato per fondare a Prepotto la Casa della Vitovska

Il progetto di Duino Aurisina per la frazione famosa per il vino Romita: «Intreccio di cultura e coltivazioni dall’età romana»

DUINO AURISINA, Realizzare a Prepotto la “Casa della Vitovska”, con annessi enoteca e museo della civiltà contadina e vitivinicola del Carso. È questo l’obiettivo che si è posto il Comune di Duino Aurisina, istituendo un comitato promotore che punterà a fare del piccolo centro dell’altipiano la sede di una struttura chiamata a sviluppare sia l’aspetto turistico sia quello enogastronomico.

Prepotto è stato scelto perché «già a partire dagli anni ’80 e ’90 del secolo scorso – si legge nel testo della delibera approvata dalla giunta e che sarà sottoposta all’esame del Consiglio comunale nella seduta di dopodomani – alcuni produttori della zona incominciarono a imbottigliare la Vitovska, specificando in etichetta il nome del vino. Inoltre la zona di Prepotto registra la maggior densità di impianti della Vitovska in rapporto alle altre varietà».


L’assessore comunale per il Turismo Massimo Romita sottolinea inoltre che «fonti storiche di età romana dicono che nelle regioni del Carso e dell’Istria l’economia agricola dell’epoca fosse incentrata sulla coltivazione della vite, dell’ulivo e sulla pratica della pastorizia. Come si legge nella “Historia naturalis” dello storico Plinio il Vecchio, scritta nel primo secolo d.C., nel golfo alto adriatico, non lontano dalle Bocche del Timavo, si produceva vino sia per il mercato locale sia per uso personale. Questo mostra quanto fosse importante per l’economia di allora la coltura della vite».

L’operazione sarà completata predisponendo la modifica degli strumenti urbanistici che denomineranno la frazione di Prepotto quale “Zona di produzione della Vitovska”.

Secondo Romita, «considerando che la varietà autoctona della Vitovska rappresenta un marchio identificativo del nostro territorio, attraverso pratiche che si intrecciano profondamente con i paesi, le persone, le cantine, gli ambienti urbani, la storia, la cultura e le attività economiche e sociali dalla zona di produzione, è essenziale promuovere e tutelare quelle varietà autoctone a minore diffusione, in grado di ottimizzare ed esaltare l’integrazione tra vitigno e ambiente circostante, al fine di rendere riconoscibili i vini locali nei mercati nazionali ed esteri». 

 

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