Altri 334 casi, due i morti a casa Moschion. Nuovi posti letto Covid tra ospedali e Rsa

Riccardi lancia l’azione per evitare la saturazione dei reparti dedicati ai pazienti non gravi. In terapia intensiva 23 persone

TRIESTE. Sono 334 i nuovi contagi rilevati ieri in Friuli Venezia Giulia, a fronte di 3.800 tamponi effettuati. Deceduti due ospiti della casa di riposo Moschion di Trieste, due donne, di 86 e di 90 anni, mentre salgono di sette unità – da 16 a 23 – le persone ricoverate nelle terapie intensive. Non si placano intanto in regione i focolai nelle residenze per anziani, tra pazienti e dipendenti, e aumenta il personale sanitario contagiato negli ultimi giorni. Due nuove positività anche tra gli studenti, a Pordenone.

A comunicare i dati il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri ha annunciato: «In questa fase dell’emergenza il sistema sanitario regionale sta avviando un’azione di riconversione dei posti letto per garantire la continuità dell’assistenza ai pazienti che non necessitano più delle cure tipiche della fase acuta. Quest’azione eviterà anche la saturazione dei reparti dedicati alle cure non intensive, permettendo un più rapido turnover dei pazienti».


Sul fronte delle ospedalizzazioni, sono stati accolti in terapia intensiva due donne, una di 84 e una di 88 anni, e cinque uomini, il più giovane ha 50 anni, il più vecchio 80. Le nuove positività nel settore delle residenze per anziani riguardano un caso alla Ada e Alfredo Arcicasa di San Quirino e uno all’Itis di Trieste, tra gli operatori delle strutture 15 contagi nella residenza Ada e Alfredo Arcicasa, uno all’Itis e uno alla Casa-famiglia regionale per anziani non vedenti Villa Masieri di Tricesimo.

Nel sistema sanitario contagiati un medico del Dipartimento di Prevenzione di Tolmezzo, un dietista dell’Asufc, tra gli infermieri un operatore della Chirurgia di Tolmezzo, uno dell’Ematologia e uno della Ginecologia di Udine, uno del Day surgery di Gemona, uno della Nefrologia di Pordenone, uno della sala operatoria di Latisana, uno dell’Oncoematologia dell’Irccs Burlo Garofolo, uno del Distretto 1 e uno del Dipartimento di salute mentale dell’Asugi. Tra gli Oss due infetti nella Cardiologia e uno nella Medicina interna dell’Asufc. A questi si aggiungono un operatore del Cup di Latisana e un impiegato dei Servizi sociali di Gemona del Friuli.

Nelle scuole invece positività per un ragazzo del liceo Majorana e uno dell’Opera sacra famiglia, entrambi a Pordenone. Riccardi ieri ha fatto il punto anche su Sappada, sorvegliata speciale da giorni dopo l’impennata di casi. Mille i tamponi effettuati, dieci per ora le persone positive. E in merito alle riconversioni dei letti, l’assessore ha aggiunto: «L’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina ha stipulato accordi specifici con strutture private, mentre per l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, saranno sospese le attività dei Punti di primo intervento dei presidi ospedalieri di Gemona del Friuli e Cividale per incrementare la disponibilità di ulteriori 10 posti letto dedicati alla terapia intensiva all’ospedale di Udine e mettere a disposizione 10 posti letto di Rsa in ospedale a Palmanova per accogliere persone colpite dal Covid in via di miglioramento.

Inoltre, la Rsa attualmente attiva nel presidio ospedaliero di Gemona sarà riconvertita in una Rsa riabilitativa post Covid e per l’assistenza a chi ha superato la fase più critica con una quarantina di posti letto. Al termine di questa emergenza epidemiologica a Gemona, prenderà avvio il centro specializzato di riabilitazione cardiologica e neurologica in collaborazione con il Gervasutta, con la riattivazione del punto di primo intervento». Il vicegovernatore ha precisato che «azioni simili sono in fase di attuazione anche da parte dell’Azienda sanitaria Friuli Orientale, con 40 posti letto per soggetti positivi al virus a Pordenone». 


 

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