Slovenia, ospedali a caccia di spazi. A Lubiana pronti palasport e fiera

Due medici all’ingresso dell’ospedale a Lubiana. delo.si

La Chiesa cattolica: ridurre le visite ai cimiteri per Ognissanti. Positivo il ministro degli Esteri Logar

LUBIANA La Slovenia, da oggi in pre-lockdown, ha di fronte a sè un’altra grande sfida: l’emergenza sanitaria determinata dall’aumento progressivo dei casi di Covid-19. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 1.656, tra cui il ministro degli Esteri Anže Logar, su 6.745 tamponi effettuati. E mentre uffici pubblici, negozianti, soprattutto i supermercati, si stanno adeguando alle nuove esigenze e al coprifuoco in vigore dalle 21 alle 5 del mattino (chiusi invece i bar, i ristoranti, i negozi non di alimentari gli alberghi e i casinò) - con i trasporti pubblici che hanno adottato l’orario estivo e i bus che nella capitale Lubiana funzioneranno dalle 5 alle 22.30 e non ci saranno corse notturne - gli ospedali sono alla disperata ricerca di nuovi spazi per riorganizzare reparti e accoglienza.



Il Comune di Lubiana ha messo ieri ufficialmente a disposizione del Centro clinico universitario (Ukc) della capitale l’area della fiera e il palazzetto dello sport di Stožice se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare. Se ci fosse bisogno di ulteriori ventilatori per le terapie intensive giovedì scorso la cancelliera tedesca Angela Merkel ha offerto l’aiuto del sistema sanitario tedesco al primo ministro Janez Janša. Da un punto di vista delle ospedalizzazioni ci sono attualmente nel Paese in totale 394 ricoveri per Covid-19, di cui 69 solo nella giornata di giovedì. In terapia intensiva ci sono 67 persone, 46 delle quali hanno bisogno del ventilatore per poter respirare. Tre i decessi nella giornata di ieri. L’Ukc ha deciso di sospendere tutti i trattamenti specialistici eccetto le cure oncologiche e quelli alle puerpere degenti in neonatologia. Stessi problemi per l’ospedale di Maribor, seconda città per popolazione della Slovenia.

A Murska Sobota (nord-est) il nosocomio ha saturato i posti letto per Covid-19, 38 in tutto, con molti pazienti in situazioni gravi. Restano difficili anche le condizioni nelle case di riposo del Paese dove il virus sta creando focolai mortali. Anche la Conferenza episcopale slovena ha pubblicato ieri raccomandazioni per la celebrazione della festa di Ognissanti e il ricordo dei defunti. A causa dell’attuale situazione di pandemia in corso è stato deciso che non avvenga la tradizionale visita di parenti nel giorno di Ognissanti. I credenti dovrebbero visitare le tombe nella parrocchia di origine privatamente o con i membri della loro famiglia all'interno della loro regione di domicilio. I sacerdoti benediranno tutte le tombe del cimitero da un unico luogo (presso la cappella o chiesa del cimitero, la croce o la cappella o all'ingresso), senza benedire le singole tombe e senza la presenza di credenti. I confini restano aperti.


Nella vicina Croazia registrato ieri il record di nuovi contagi che in 24 ore hanno toccato quota 1.867 su 7.313 tamponi effettuati. Una situazione molto difficile è quella che si sta vivendo in queste ore nella capitale. Ancora ieri a Zagabria sono stati rilevati 580 nuovi contagi in un solo giorno. «Il sistema funziona con difficoltà, è appesantito. Abbiamo bisogno di un'aderenza estremamente rigorosa alle misure anti epidemiche, e in questa occasione chiedo ai cittadini di rispettarle», ha detto il capo dell'ufficio sanitario della città, Vjekolav Jeleč. Nelle scuole primarie della capitale croata, 13 studenti e due insegnanti su 10 istituti e 18 studenti, due insegnanti e una bidella su 17 scuole secondarie sono stati contagiati dal coronavirus. Di conseguenza, una misura di quarantena è stata imposta a 328 studenti e cinque insegnanti di scuola primaria e 489 studenti, due insegnanti e un dipendente del personale non docente nelle scuole secondarie.



Ma se la Conferenza episcopale slovena cerca di frenare l’afflusso di fedeli nei cimiteri per la ricorrenza di Ognissanti, il vicesindaco di Zagabria Oliver Majić ha annunciato un aumento dei bus per i cimiteri di Mirogoj da Kaptol e Srebrnjak e per Miroševac e Markushevets. «Per il 31 ottobre e 1° novembre - ha precisato - avremo ancora più bus e il 30% in più di tram». Il virus ringrazia l’amministrazione municipale per l’inattesa abnegazione a creare nuovi focolai. —

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