Liceale positiva a Gorizia, la classe si isola

Un’immagine del primo giorno di scuola per gli studenti del polo Slataper di Gorizia. Foto di Pierluigi Bumbaca

I compagni della ragazza non erano stati avvisati. La scuola precisa: «La studentessa era assente già da una settimana»

GORIZIA Un nuovo caso di positività al Covid-19 alza la soglia della tensione al liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” di Gorizia, con la metà di una classe che ha deciso di disertare le lezioni mettendosi autonomamente in quarantena, in aperta polemica con scuola e azienda sanitaria, mentre l’istituto rassicura sul rispetto di tutti i protocolli di sicurezza e invita al dialogo.



In una mail arrivata ieri mattina alla nostra redazione, uno studente della classe 2C del “Duca degli Abruzzi” racconta come giovedì sia stato accertato un caso di positività di un “compagno di classe” (si tratterebbe in realtà di una studentessa, a quanto è poi emerso) contagiato dalla madre, del quale la classe è venuta a sapere dai diretti interessati, e non dalla scuola o dall’Asugi. Preoccupati e disorientati, molti studenti (la metà di una classe da 27 persone) hanno deciso autonomamente di non presentarsi ieri a lezione, manifestando un disagio ulteriormente chiarito nella lettera del giovane che racconta come alle richieste di spiegazione formulate a docenti e referenti Covid della scuola fosse stato replicato che la classe poteva continuare a frequentare le lezioni tranquillamente, non avendo ricevuto dall’Asugi alcuna risposta. «Noi studenti dovremmo aggrapparci alla speranza di una “non risposta” da parte dell’azienda sanitaria, mentre sappiamo che si parla delle nostre vite e di quelle dei nostri cari?», si chiede il giovane della 2 C. «Se nessuno ci manderà a fare il tampone, cosa dovremo fare? Aspettare non mi sembra la risposta migliore. La situazione sta sfuggendo di mano e l’Italia di questo passo non uscirà mai da questa emergenza», conclude.



A questo sfogo si affianca poi la denuncia di un docente del “Duca degli Abruzzi”, che al Piccolo spiega che «stanno venendo meno le tutele sanitarie indispensabili sul luogo di lavoro», e si chiede «come è possibile che dopo un caso ufficiale di positività la classe e tutti i colleghi siano ancora a scuola». La risposta dei vertici del polo liceale è però precisa e ferma. «Si sta facendo passare un messaggio assolutamente sbagliato – dice la vicepreside Giovanna Petitti –. È vero che è stata riscontrata la positività di una studentessa, ma questa non veniva a scuola da una settimana, ed è per questo che come avviene da prassi in questi casi in base ai protocolli l’Asugi, che è deputata a disporre le quarantene, non ha ritenuto di procedere per questa classe. Tutto qui. Il mio invito alla comunità scolastica, in un momento difficile come questo, è di avere fiducia nelle autorità competenti e nelle istituzioni, che lavorano quotidianamente tra mille difficoltà per garantire la salute e il benessere degli studenti». –

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