Gorizia, il ponte di Piuma messo in sicurezza con reti e coordoli per le auto e i pedoni

La campata del Ponte di Piuma a Gorizia, eseguiti vari interventi di messa in sicurezza

Struttura sana ma le criticità sono i marciapiedi e i parapetti. Carreggiata ristretta e limite di velocità a 30 chilometri orari

GORIZIA Lo storico ponte di Piuma e i suoi parapetti diventano “osservati speciali”. E sono oggetto di una prima opera di messa in sicurezza e adeguamento normativo in attesa dei futuri e ben più radicali lavori che proietteranno nel nuovo millennio una struttura che invece inizia a sentire il peso degli anni. E così in queste settimane sono comparsi nuovi cordoli e reti per proteggere meglio automobili e pedoni.



Intendiamoci, il ponte che scavalca l’Isonzo lì dove s’incontrano i quartieri di Straccis, Montesanto e Piuma non versa in gravi condizioni e, malgrado sulla carta d’identità alla voce “data di nascita” si legga 1946, il suo stato è ancora buono. Visto però che oggi il traffico veicolare è molto diverso e ben più intenso di quello che il ponte osservava in origine – parliamo di una delle principali direttrici in ingresso e uscita dalla città –, urge un adeguamento. Lo ha chiarito anche l’indagine che il Comune ha commissionato per verificare le condizioni di sicurezza non solo sul ponte di Piuma, ma anche sul ponte 8 Agosto e sulla passerella di Straccis. In tutti i casi una manutenzione sarà necessaria, anche se le condizioni non preoccupano e le tempistiche dunque non saranno particolarmente brevi.

«Su Piuma, però, abbiamo fatto un passo ulteriore – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Arianna Bellan –. Visto che la Regione ha emanato un bando per gli adeguamenti sismici, abbiamo pensato di concorrere con il ponte di Piuma, che è il più datato del lotto e necessita di maggiori attenzioni». Per poter partecipare al bando – che in base ai parametri previsti dovrebbe fruttare un contributo da circa 417 mila euro, qualora Piuma entrasse in graduatoria – è stato necessario acquisire una relazione sulla vulnerabilità sismica.

«Questo studio – spiega il Rup del progetto, Felice Fisichella – ha evidenziato le principali criticità del ponte, e per ciò che riguarda la viabilità sono i marciapiedi molto, troppo stretti, e i parapetti che così come sono ora non assolvono anche al ruolo di guardrail, come previsto dalle normative vigenti». In poche parole, non riuscirebbero a contenere l’urto di veicoli che eventualmente uscissero dalla carreggiata, specie ad alte velocità (anche se sul ponte il limite è fissato a 30 km orari). «Ecco perché in prima battuta e in via temporanea abbiamo collocato dei cordoli in gomma gialli e neri dal profilo piuttosto alto, che restringono lievemente la carreggiata e invitano a rallentare, e al tempo stesso evitano che le ruote delle automobili possano salire sul marciapiede, che è estremamente basso – dice ancora Fisichella –. Inoltre sono state posizionate reti a protezione dei parapetti. In questo modo siamo più aderenti alle norme, in attesa di poter procedere alla manutenzione straordinaria». La cui fase progettuale (lunga e molto complessa) procede, anche se la realizzazione non sarà presumibilmente immediata. Se ne parlerà realisticamente nel giro dei prossimi anni. Anche perché l’intervento sarà radicale.

«Si tenterà di allargare sicuramente i marciapiedi per quanto possibile mantenendo la struttura originaria – dice Fisichella –, con la possibilità di ricavare anche la pista ciclabile e la necessità di intervenire anche sui sottoservizi che passano alla di sotto della carreggiata. Per questo potrebbe essere necessario realizzare un ponte bailey temporaneo che offra un’alternativa durante i lavori ad una direttrice del traffico che non potrebbe ovviamente essere bloccata del tutto». —

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