Coronavirus in Fvg, superato ancora il record con 220 casi: un positivo ogni sette primi test

Sale a ritmo sempre più veloce la curva dei contagi. Tra i nuovi infetti un ragazzino di 14 anni rientrato dalla Bulgaria e ora in Medicina d’urgenza a Udine. In lieve calo i ricoveri in Terapia intensiva ma aumentano quelli agli Infettivi. Colpiti anche sei tra medici e infermieri, un avvocato triestino, un finanziere e un docente dell’Istituto Nautico

TRIESTE. Un positivo al coronavirus ogni sette persone sottoposte per la prima volta al tampone. È il dato consolidato da sei giorni in Friuli Venezia Giulia, con un netto aumento dei nuovi casi, ma anche con la più alta incidenza di sempre rispetto ai test effettuati. È un segnale dell’affanno del sistema di tracciamento. La Regione – in un bollettino in cui si registra la morte di una signora classe 1942, deceduta alla Rsa San Giusto dove era stata trasferita dalla casa di riposo “Le Magnolie”, la duecentesima vittima con diagnosi Covid in provincia di Trieste – ha comunicato ieri il +220 di giornata, il record da inizio emergenza dopo il +219 di due giorni fa. Tra i nuovi positivi anche un 14 enne rientrato dalla Bulgaria e ricoverato in Medicina d'urgenza Covid di Udine.

Nel corso della settimana, la media sulle 24 ore è di 165 infezioni (contro le 129 del 12-18 ottobre). Ma ad aumentare è pure l’incidenza dei positivi sui casi testati, un dato disponibile peraltro solo dal 23 aprile, quando la Protezione civile nazionale ha iniziato a distinguere lo specifico dei primi tamponi. Una questione innanzitutto statistica. Nei primi mesi della pandemia veniva reso noto solo il totale dei tamponi, comprendente sia quelli fatti per la prima volta a una persona sino a quel momento da considerare non contagiata, ma anche quelli di controllo, per una seconda, terza o ennesima volta, sui positivi in attesa di negativizzazione. Il rapporto tra nuovi positivi di giornata e tamponi complessivi (ieri ne sono stati comunicati in Fvg 5.510) è molto meno significativo, se non fuorviante, rispetto al rapporto sui primi tamponi. Ed è su questo secondo valore che l’impennata degli ultimi giorni in regione è evidente.

Da sabato scorso si è andati sempre sopra il 10%, con il minimo del 10,75% del 20 ottobre e il picco del 16,44% di mercoledì 21, quando si è superata di oltre due punti percentuali la già elevata media italiana del 14,27%, mentre ieri (1.715 i primi tamponi) ci si è fermati al 12,83%. Percentuali nettamente più alte di quelle della primavera. Per fare un esempio, dal 24 al 30 aprile il Fvg registrò 167 nuovi positivi su 9.634 persone sottoposte per la prima volta al test, vale a dire l’1,73%. In sostanza, durante il lockdown si trovava un positivo ogni 57 tamponi, mentre negli ultimi giorni se ne è individuato uno ogni sette. A conferma della difficoltà dell’azione di tracciamento e di un virus che circola velocemente in gran parte delle attività sociali.

La Regione, oltre ai casi nelle residenze per anziani, ha informato ieri, con il vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi, di alcune positività in Asugi (un medico di radioterapia, un’infermiera e un’operatrice), all’ospedale di Monfalcone (due infermieri) e pure in Azienda Friuli Centrale (un medico igienista e un’ostetrica) e nella Friuli Occidentale (un assistente sanitario). Ci sono poi ancora positivi nelle scuole di Trieste (uno studente del liceo Petrarca e un docente dell’istituto Nautico), nel mondo del lavoro (un avvocato triestino, un militare della Finanza, un lavoratore in smart work della Electrolux e un’impiegata di uno studio commercialista a Pordenone) e tra i media: sono segnalati due positivi nella redazione di Udinese Tv. A contrarre l’infezione in regione dal 29 febbraio sono stati 7.075 cittadini, di cui 2.495 in provincia di Udine (+113), 2.338 a Trieste (+56), 1.442 a Pordenone (+20) e 751 a Gorizia (+24), con l’aggiunta di 49 residenti fuori regione (+7).

Nella gran parte dei casi oggi si tratta di asintomatici, ma purtroppo sono aumentati anche ieri i ricoveri in ospedali, tra i quali pure quello di un quattordicenne in medicina d’urgenza Covid a Udine. Costretti all’ospedale causa virus sono in 97, il risultato del calo nelle terapie intensive (da 16 a 14) e dell’aumento dei posti letto occupati nei reparti delle malattie infettive (da 76 a 83). Siamo a un terzo del picco del 29 marzo (297 ospedalizzati, di cui 61 in Ti), ma da inizio ottobre il carico sul sistema sanitario si è quadruplicato. I decessi, dopo quello comunicato ieri, sono 368 (200 a Trieste, 82 a Udine, 75 a Pordenone e 11 a Gorizia), gli attualmente positivi 2.246 (+128), i totalmente guariti 4.461 (+91), i clinicamente guariti 21 (+10), gli isolamenti 2.128 (+114). 

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