Il palazzo delle Ferrovie di piazza Vittorio Veneto venduto per 10 milioni 

Ad acquistare all’asta l’enorme stabile è stata una cordata di investitori di Vienna intenzionati a ricavare 165 camere d’albergo e una novantina di appartamenti

TRIESTE. Ha trovato finalmente un acquirente l’imponente palazzo di proprietà delle Ferrovie dello Stato di piazza Vittorio Veneto. Ad aggiudicarsi l’immobile da 19.500 metri quadrato nel corso di un’asta tenutasi una decina di giorni fa in uno studio notarile di Mestre, è stata una cordata di investitori austriaci, con a capo il Gruppo JP Immobilien. L’offerta, che ruota intorno ai 10 milioni di euro, ha superato quella avanzata da altri tre concorrenti.

Ieri da Vienna la comunicazione che ufficializza l’acquisizione del palazzo realizzato nel 1895 dall’architetto Giacomo Sagors e sviluppato su cinque piani più un sottotetto, in vendita dal 2015. Allora la base d’asta era stata fissata a 15 milioni e 237 euro.


I nuovi acquirenti mettono in campo un investimento da circa 40 milioni di euro per trasformare la struttura in un grande albergo con una novantina di appartamenti e con al piano terra un ristorante con bar e gelateria che si affaccerà sulla piazza. Gli spazi che un tempo, al suo interno, ospitavano una sala cinematografica verranno declinati ad area eventi per la città.

Gli investitori, come detto, sono tutti austriaci. JP Immobilien, in particolare, investe sul mercato immobiliare viennese da oltre 25 anni e conta circa 450 progetti sviluppati tra Germania ed estero. Del gruppo fanno parte Daniel Jelitzka, cofondatore del gruppo JP Immobilien e Ivan Holler, un investitore immobiliare austro-ungherese molto attivo in questi anni a Venezia (vedi pezzo a lato). Michael Mitterdorfer, ex membro del consiglio di amministrazione della più grande fondazione immobiliare austriaca, è responsabile del coordinamento delle attività del gruppo di investitori a livello locale.

Nel progetto elaborato dal gruppo di investitori il palazzo del Borgo Teresiano ospiterà 9.159 mq di attività ricettiva; 1.845 metri quadri di commerciale; 8.551 metri quadri di residenziale. La previsione è di realizzare 165 camere d’albergo e almeno 86 appartamenti. Sul palazzo esiste un vincolo per interesse culturale (la nota del ministero della Cultura è datata 2013).

«Da tempo stavamo valutando lo sviluppo di progetti immobiliari nel Nord Italia – sottolinea Jelitzka – e questo è il risultato. È il primo passo nell’attuazione della nostra strategia a lungo termine. Con circa 40 milioni di euro, rivitalizzeremo completamente questo magnifico palazzo nel centro di Trieste e lo aiuteremo a risplendere». L'obiettivo è quello di trasformare l’edificio in «un grande spazio moderno e polifunzionale - aggiunge Jelitzka - che abbia una grande forza di attrazione per tutta la zona».

I nuovi proprietari hanno già avviato un confronto con l’amministrazione comunale, per definire al meglio il progetto che trasformerà quel palazzo. «Alcune proposte relative all’utilizzo dell’edificio sono già sul tavolo, lavoriamo in forte sintonia con la città per sviluppare e realizzare al meglio il progetto, con un’attenzione particolare al settore dell’ospitalità», spiega Ivan Holler. L’investitore da tempo lavora su Mestre e Venezia con un’altra società di investitori austriaci, la Mtk, impegnata prettamente nel settore alberghiero.

Per la progettazione del recupero del palazzo triestino delle Ferrovie, è stato coinvolto l’architetto veneziano Luciano Parenti con cui il gruppo collabora da anni. L’idea di fondo è di attrarre turisti austriaci a soggiornare ma anche a prendere casa a Trieste, città simbolo della cultura mitteleuropea. Anche se i tempi sono incerti e complicati, causa pandemia, nel Nord Italia e anche a Trieste si avvertono dei segnali di ripresa.

«Qui c’è ancora molto potenziale - ribadisce Michael Mitterdorfer – è una città studentesca in via di sviluppo che svolge un ruolo di primo piano, con una realtà portale tra le più importanti del Mediterraneo, e per la quale è previsto un ulteriore sviluppo negli prossimi anni. C’è ancora molto da fare in questo settore – conclude – e il nostro impegno mira anche a rafforzare il ruolo centrale che Trieste sta assumendo nel contesto del Friuli Venezia Giulia e dell’interno Nordest italiano». 


 

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