A Trieste torna l’incubo case di riposo, un morto e 28 infetti alla Moschion

Colpito quasi il 70% degli ospiti della struttura “promiscua” di via Battisti. Deceduta anche un’anziana delle Magnolie. Nello stesso stabile è attiva una seconda residenza al piano, la Raggio di Sole

TRIESTE. Ancora emergenza nelle case di riposo. E ancora vittime tra gli anziani residenti in quelle strutture. Nelle ultime 48 ore sono stati registrati due decessi, entrambi a Trieste: una donna di 78 anni - ospite alla residenza “Le Magnolie” e successivamente trasferita alla Rsa San Giusto, dove poi è deceduta - e una novantenne con pluripatologie, morta martedì sera all’interno di una delle tante strutture condominiali presenti in città, la “Moschion” di via Battisti 22. Lì sono stati trovati positivi altri 25 anziani, oltre a 3 operatori.

Una struttura condominiale, dunque, di quelle che contengono sia residenze per anziani sia normali appartamenti in cui vivono famiglie. Realtà tristemente note in città, che richiamano alla memoria la drammatica esperienza dei mesi scorsi alla “Primula” di via Molino a Vento. Lì il Covid aveva contagiato tutti gli ospiti. E la magistratura era intervenuta con un’indagine per omicidio colposo per far luce su sette decessi sospetti: 6 anziani ospiti e un residente del condominio. Il caso aveva sollevato interrogativi sulla promiscuità delle residenze per anziani ricavate al piano all’interno degli stabili.

Ma era da poco scoppiata l’emergenza Coronavirus e la sensibilità, la prevenzione e i protocolli sanitari non erano quelli di oggi. I numeri della Moschion, comunque, sono pesanti: 25 ospiti su 37 sono positivi. Al momento risultano tutti asintomatici, tranne un ottantacinquenne che ha 37,6° di temperatura e problemi respiratori; è in isolamento. Tre su 15, invece, gli operatori infetti. Lì in via Battisti l’allarme è scattato lunedì sera, quando 6 anziani hanno iniziato a manifestare sintomi: febbre, in buona sostanza. Il mattino dopo, dunque martedì, la responsabile della struttura, Eva Millo, ha contattato l’Asugi.

Gli addetti dell’Azienda sanitaria sono quindi intervenuti nel pomeriggio con i tamponi, i cui esiti sono emersi a partire da mercoledì sera. Il Dipartimento di prevenzione e il Distretto n° 3 assicurano di avere ora il controllo della situazione: oltre agli ospiti e al personale, sono stati sottoposti al tampone pure i parenti e i visitatori. È insomma scattata immediatamente l’attività di tracciamento dei possibili contatti dei positivi. Il protocollo sanitario è stato attuato anche nell’altra casa di riposo che si trova nello stesso stabile di via Battisti e che ha l’ingresso proprio di fronte alla Moschion: la “Raggio di Sole”, dove però – come precisa un comunicato stampa d iAsugi – «non sono state segnalate persone con sintomatologia».

L’intervento ha di fatto anticipato il programma di sorveglianza periodica che, chiarisce ancora la nota, per entrambe le case di riposo sarebbe avvenuto comunque a distanza di pochi giorni. Inoltre, sottolinea sempre l’Asugi, nell’edificio di via Battisti «sono in corso di allestimento tutte le misure per mettere in sicurezza gli ospiti della struttura e tutti gli abitanti», cioè 6 famiglie. Ciò significa anche la sanificazione di tutti gli spazi condominiali comuni. A iniziare dall’ascensore che però, come evidenzia la responsabile della Moschion, «è costantemente sottoposto a sanificazione e comunque non viene usato dagli utenti. I condomini sono stati avvisati, così come l’amministratore, allertato per le procedure di sanificazione dello stabile».

Chi vive nel condominio non sembra preoccupato. «No, affatto – afferma un residente – le procedure sono partite subito». Le criticità nelle case di riposo, comunque, non si fermano qui. Ieri sono risultati positivi due anziani della “Flora 2” e uno dell’Hotel Fernetti, struttura da cui proveniva un altro anziano morto nel fine settimana. 

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