Cosa devo fare dopo il test? Quanto dura la quarantena? Le risposte nelle Faq Asugi

Effettuazione di un tampone in una scuola di Monfalcone. L’Azienda sanitaria giuliano isontina ha pubblicato sul suo sito le risposte alle domande più frequenti sull’emergenza Covid

L’Azienda sanitaria giuliano isontina apre sul suo sito una sezione nella quale vengono forniti tutti i chiarimenti tecnici rispetto ai dubbi quotidiani dei cittadini. Ecco allora come comportarsi 

TRIESTE Ho avuto un tampone positivo, ho pochi sintomi e sono a casa, ma nessuno mi ha contattato, come devo comportarmi? Non ho più sintomi, posso considerarmi guarito e uscire di casa? Oppure: dove vengono effettuati i tamponi e chi li esegue?

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I dubbi sull’emergenza Covid che assillano i cittadini sono molti, così Asugi interviene direttamente attraverso delle Faq per cercare di dare una risposta chiara ai tanti quesiti che giornalmente vengono rivolti agli operatori sanitari, ai medici di base, ai distretti o postati sui social media. Innanzitutto, è bene chiarire che ad eseguire i tamponi è il Dipartimento di prevenzione a Trieste in via de Ralli 3, a Gorizia nel parco Basaglia e a Monfalcone all’Ospedale San Polo. Quando la persona non si può spostare, vengono effettuati anche a domicilio. Per i bambini sintomatici e molto piccoli, su richiesta del pediatra e su appuntamento, il punto di riferimento per i tamponi è il Burlo Garofolo a Trieste. Inoltre, è possibile sottoporsi all’esame anche privatamente, a proprie spese, presso uno dei laboratori autorizzati.

Una volta eseguito il tampone, cosa bisogna fare? In attesa del referto, bisogna rimanere in isolamento, attenersi alle misure igieniche e rispettare le indicazioni fornite. Il referto dell’esame sarà disponibile sul proprio Fascicolo sanitario elettronico (Fse), nel caso una persona l’abbia attivato. «Il referto può essere richiesto in formato cartaceo, presso gli sportelli Cup a Trieste (Ospedale Maggiore), a Gorizia e a Monfalcone». Se gli è stato fornito il consenso, il medico di medicina generale o pediatra può accedere al portale di riferimento e conoscere il risultato del test. «Indicativamente – spiega Asugi – il risultato è disponibile in massimo 72 ore. In caso di esito positivo la persona sarà chiamata dal Dipartimento di prevenzione o dal laboratorio presso cui ha eseguito il tampone». Nel caso il risultato del tampone sia positivo cosa bisogna fare? Si deve restare a casa. Si viene contattati dal Dipartimento di prevenzione che fornisce tutte le indicazioni per l’isolamento che dovrà essere mantenuto fino alla guarigione e alla ricezione del relativo attestato. I contatti più stretti della persona risultata infetta «saranno posti in quarantena con sorveglianza attiva per 14 giorni dall’ultimo contatto, o per 10 giorni se si effettua il decimo giorno di quarantena un tampone che dà esito negativo». Le persone positive asintomatiche verranno sottoposte a un nuovo tampone a 10 giorni dal primo test. «Se il secondo tampone è negativo la persona ritorna in comunità – indica Asugi –, se positivo eseguirà nuovamente un tampone al 14° giorno dal primo tampone positivo. Se anche il secondo tampone dovesse risultare positivo è previsto il ritorno in comunità al 21° giorno dal primo tampone positivo. Chi invece avverte dei sintomi deve contattare il medico di base o il pediatra per la gestione della terapia e per il monitoraggio clinico dei sintomi».

Chi non ha più sintomi, può considerarsi guarito? «Per chi ha avuto diagnosi di Covid-19 con tampone positivo – così Asugi – la scomparsa dei sintomi non è sufficiente per considerarsi completamente guarito: potrebbe essere ancora contagioso per diversi giorni». Al 3° giorno dalla scomparsa dei sintomi viene effettuato un nuovo tampone, e solo se il risultato è negativo è possibile ritornare in comunità. Tutte le risposte nella sezione Faq del sito asugi.sanita.fvg.it. —


 

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