Trieste, slitta l’avvio dei lavori per l’allungamento del terminal al Molo VII

Dialogo tra Tmt e Authority per scongiurare la revoca della concessione legata all’avvio del cantiere entro fine novembre e per definire la nuova tabella di marcia

TRIESTE L’avvio dei lavori per l’allungamento del Molo VII era stato assicurato per giugno 2019. È passato oltre un anno, ma nulla si muove, nonostante il 30 novembre scada la data per l’inizio delle opere. L’obbligo è contenuto nella concessione da cinquant’anni firmata nel 2015 dalla società Trieste Marine Terminal, cui ora l’Autorità portuale chiede conto dei mancati investimenti. Il confronto è in atto in questi giorni e chiamerà la compagnia controllata da Msc e To Delta a motivare il ritardo e proporre una soluzione che escluda la misura più drastica: l’avvio della procedura di revoca della concessione, che il presidente Zeno D’Agostino ritiene al momento una possibilità remota.

Il sistema delle concessioni affida alle Autorità portuali il compito di assegnare a soggetti privati la gestione delle infrastrutture per un periodo di tempo, in cambio dell’impegno a sviluppare traffici ed erogare risorse per migliorare l’esistente. Tmt ha in programma investimenti per 190 milioni, finalizzati ad allungare di duecento metri il Molo VII per ospitare contemporaneamente due portacontainer da 14 mila Teu. Il primo lotto sarebbe dovuto partire entro novembre: ottanta milioni di spesa per rubare cento metri al mare e arrivare a una lunghezza da 770 metri.


Tmt chiama in causa il Covid-19, ma il primo slittamento è stato deciso prima della pandemia, quando nel maggio 2019 è venuto a mancare il presidente di To Delta Pierluigi Maneschi. Nei mesi successivi, il figlio Antonio ha confermato gli impegni a Trieste, nonostante il pervenire di offerte importanti da parte dei cinesi di Cccc, dei tedeschi di Hhla e di alcuni fondi di investimento tra cui F2i. Poi tutto si è fermato, nonostante nella compagine societaria figuri un colosso come Msc. E proprio della società capitanata da Gianluigi Aponte bisognerà capire le intenzioni, tanto più alla luce delle novità appena verificatesi a Trieste. Siamo infatti a nemmeno un mese di distanza dall’ingresso di Hhla nella Piattaforma logistica, con il terminalista del porto di Amburgo chiamato a sviluppare il Molo VIII, che toglierà a Tmt la posizione di monopolista del traffico container a Trieste. Potrebbe essere questa la vera ragione del rallentamento da parte di Tmt?

L’Autorità portuale conferma l’avvio del confronto con la concessionaria, nell’ambito dei compiti di vigilanza assegnati dal ministero dei Trasporti: «Stiamo trattando a tutela dell’interesse pubblico – dice D’Agostino – ma parliamo di un operatore che ha già fatto grandi investimenti e che fa ampiamente la sua parte sul fronte di traffici e occupazione». Il segretario generale dell’Authority Mario Sommariva parla di «confronto in atto per verificare la situazione», evidenziando che «la progettazione e le procedure autorizzative sono state fatte». I concessionari non hanno però ancora provveduto all’assegnazione dei lavori: pur non avendo obblighi in tal senso, Tmt aveva deciso a inizio 2019 di attivare una selezione pubblica, che non è mai partita.

La società commenta la situazione attraverso una nota ufficiale: «Trieste Marine Terminal, pur in presenza di una fisiologica tendenza in calo dei volumi, conferma gli investimenti per fare crescere il terminal». La società proporrà di posticipare l’allungamento e concentrarsi sull’acquisto di attrezzature: «Tmt parte con l’acquisto di due gru, più opzione per ulteriori due, aventi capacità di 24 file di contenitori in larghezza. Ciò consentirà di operare sulle navi di ultima generazione che potrebbero entrare in Adriatico già nel 2021». Gli investimenti ammontano a 48 milioni: dieci per ogni gru e otto per «il rinforzo delle travi di banchina esistenti, affinché possano diventare capaci di sostenere il peso» delle nuove e più grandi attrezzature per il carico e scarico dei container.

Il merito del confronto tra Autorità portuale e Tmt è top secret. Trapela solo che le parti stanno studiando i margini concessi dal decreto Rilancio, che contiene agevolazioni anche nel campo delle concessioni portuali, con la possibilità di sconti sui canoni e dilazioni dei termini in nome dell’emergenza coronavirus. Sul punto D’Agostino si sta confrontando con la ministra Paola De Micheli, ma anche con i presidenti delle altre Autorità portuali, tutte alle prese con richieste di rinvio degli impegni assunti dai propri terminalisti. —


 

Zuppa fredda di barbabietola, arancia e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi