Sissa e Area Science Park voltano pagina: si cercano successori per Ruffo e Paoletti

Selezione già iniziata per la Scuola di via Bonomea: quattro i nomi in gara. Padriciano attende la fine dell’emergenza Covid

TRIESTE Cambio ai vertici delle istituzioni scientifiche triestine. È già entrata nel vivo l’operazione “top secret” per individuare il successore di Stefano Ruffo alla direzione della Scuola superiore di Studi avanzati (Sissa). Al contempo è scaduto il mandato naturale di Sergio Paoletti, presidente di Area Science Park, che però continua a operare in regime di proroga: chi gli subentrerà potrà essere individuato soltanto a stato di emergenza nazionale concluso.

Tornando alla scuola d’eccellenza di Miramare, la rosa di nomi sarebbe ormai ridotta a quattro, stando a quanto trapela dalle voci di corridoio. I candidati sarebbero tutti esterni, come d’altronde da tradizione dell’ente, e tra di loro ci sarebbero una donna nonché una persona di origini straniere. Per individuare i “papabili” un apposito comitato di ricerca è attivo fin dal periodo del lockdown. Le selezioni sono andate avanti per tutta l’estate. Il nome di un candidato forte dovrebbe emergere sugli altri tra gennaio e febbraio, per poi essere sottoposto subito dopo al meccanismo della votazione. Se sarà eletto, diventerà il settimo direttore della Sissa, entrando formalmente in servizio a partire da novembre 2021. La Sissa fu fondata nel 1978 da Paolo Budinich. Finora a Budinich sono succeduti Daniele Amati, Edoardo Boncinelli, Stefano Fantoni, Guido Martinelli e infine Ruffo. L’incarico viene conferito di volta in volta a uno studioso di chiara fama, individuato da esperti internazionali tramite una procedura lunga e accurata.


Abitualmente si tratta di una figura appunto esterna alla scuola, e in quanto tale considerata capace di apportare una ventata di novità, in sintonia con lo spirito di circolazione delle idee che caratterizza la scienza. L’unica eccezione nella storia dell’istituzione è rappresentata da Fantoni – tra le altre cose champion di Esof 2020 - che ha diretto la scuola dal 2004 al 2010, per due mandati consecutivi. L’attuale direttore, Ruffo, un fisico della materia, è invece subentrato a Martinelli, fisico delle particelle, nel 2015. Era l’unico candidato, eletto all’unanimità a febbraio ed entrato in servizio a novembre. All’epoca, rispetto ai tempi di Fantoni, la normativa nazionale era già cambiata: il mandato di Ruffo dura naturalmente sei anni ma non ha la possibilità di replicarlo (ciò a causa della riforma Gelmini del 2010). «Questi sei anni sono andati bene. La durata giusta per esprimere al massimo la mia creatività. E ora è giusto che ci sia avvicendamento», è il commento di Ruffo, che conferma pure il fatto che l’operazione per individuare i suoi potenziali successori è in corso.

Dopo il 31 ottobre 2021 rimarrà alla Sissa in qualità di professore, fino al pensionamento, sempre in virtù della riforma Gelmini: «Se il rettore di un ateneo diventa rettore altrove, porta con sé il budget salariale previsto dal ministero. Penso di essere uno dei rarissimi casi in Italia in cui tale cavillo si verifichi». Resta attivo alla Sissa un posto di lavoro che prima non c’era, in altre parole.

Nel frattempo appunto anche Area Science Park è in attesa di un cambio apicale. L’attuale presidente, Sergio Paoletti, sta infatti ricoprendo l’incarico in regime di proroga. Il suo mandato in teoria sarebbe scaduto ad aprile. Nel frattempo tuttavia la pandemia ha iniziato a diffondersi anche in Italia. L’esecutivo, attraverso il decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo, ha di conseguenza deciso di congelare i vertici in scadenza all’interno degli Enti pubblici di ricerca, fino alla fine dello stato di emergenza.

Al contempo le procedure di designazione dei nuovi presidenti sono state sospese: a oggi i bandi non ci sono e non possono esserci, in base alla normativa vigente. Come spiegato dallo stesso Paoletti, nella medesima situazione di Area si trovano pure il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim) e quello di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): in tutto quattro dei venti Enti pubblici di ricerca presenti sul territorio nazionale. —
 

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