Coronavirus in Fvg, due morti. E tra i 131 contagi rispunta l'Itis di Trieste

Controlli a Cattinara

Primi effetti del cambio di regole che non prevede più il secondo tampone. Delle vittime, una era residente a Fogliano

TRIESTE Altre due vittime con diagnosi Covid-19 e un’altra giornata con la risalita di tamponi (3.915) e nuovi contagi (131), due pure tra gli operatori dell'Itis di Trieste. Ma anche un netto aumento dei guariti e una contestuale riduzione degli attualmente positivi e degli isolamenti domiciliari, presumibilmente il primo effetto della svolta nazionale di una settimana fa: per “liberare” chi ha contratto il virus non serve più il doppio tampone, ne basta uno soltanto.



Il bollettino della Regione informa di un incremento di 385 persone considerate totalmente guarite (da 3.942 a 4.327, i clinicamente guariti da 31 scendono a 11), mentre gli attualmente positivi passano da 2.199 a 1.943 (-256) e gli isolamenti da 2.093 a 1.853 (-240). Uno scarto evidente rispetto a lunedì, interpretato anche dal vicepresidente Riccardo Riccardi come conseguenza dell’abolizione del doppio tampone.

A insistere per lo stop è stato il ministro della Salute Roberto Speranza, con la condivisione del Comitato tecnico scientifico per una semplificazione che può avere effetti importanti nella gestione della pandemia, rendendo meno faticoso per i cittadini uscire dalla quarantena e rientrare al lavoro dopo la positività e consentendo di convogliare gli sforzi nell’individuazione dei nuovi focolai. Una novità che ha naturalmente un supporto medico, basandosi sul criterio dell’Oms che per la dichiarazione di guarigione dei positivi ha fissato in dieci giorni il periodo di quarantena, cui aggiungerne tre senza sintomi e, appunto, senza tamponi di controllo.

Il +131 di ieri è intanto l’ennesimo dato sopra quota 100 in questa seconda ondata e porta il totale da inizio emergenza a 6.636 casi, di cui 2.291 a Udine (+40), 2.215 a Trieste (+58), 1.400 a Pordenone (+19) e 692 a Gorizia (+13), con l’aggiunta di 38 residenti fuori Fvg (+1).

La Regione fa poi sapere di due decessi: una persona residente a Fogliano Redipuglia, classe 1937, e una di Pordenone, del 1955. La conta più amara è arrivata a 366: 199 a Trieste, 81 a Udine, 75 a Pordenone e 11 a Gorizia. Quanto all’incidenza sul numero dei tamponi, siamo al 3,35% di giornata, ma se si tiene conto dei soli casi testati (1.219, si tratta delle persone che l’hanno eseguito per la prima volta) il 10,75% (un positivo su nove controlli) è una percentuale che si conferma molto alta.

A Trieste, tra gli altri contagi, si registrano due operatrici al lavoro all’Itis positive: una coordinatrice psicologa, asintomatica, e un'operatrice che lavora nella residenza Quercia e che era sul posto di lavoro sabato. Domenica i primi sintomi, lunedì il tampone e ieri la decisione conseguente di chiudere l’edificio, con gli ospiti che non possono uscire dalla residenza e i sanitari chiamati a elevare il grado di protezione dei Dpi con l’impiego delle maschere FFp2 e i sovracamici. Da oggi sono in programma test per tutti.

Al Cro di Aviano, dopo i 14 casi tra il personale comunicati lunedì, si sono aggiunte altre due positività, quelle di un tecnico di radioterapia e di un informatico. Da oggi, comunque, il Centro riprenderò il servizio a seguito della sanificazione dei locali. «Tutti gli operatori che hanno avuto un contatto con i soggetti positivi – precisa inoltre Riccardi –, seppure risultati negativi al tampone, sono sottoposti a specifica sorveglianza sanitaria così da assicurare un livello di massima sicurezza per pazienti e colleghi».

Tornando ai dati, il confronto con le altre Regioni sull’estensione del contagio vede il Fvg contare 160 infezioni in corso ogni 100.000 abitanti. Si tratta del valore più basso del Nord, lontanissimo dal 577 della Valle d’Aosta, con davanti anche la Liguria (290), il Piemonte (273), la Lombardia (260), il Trentino Alto Adige (247), l’Emilia Romagna (227) e il Veneto (209). Sul fronte sanitario i posti occupati di terapia intensiva salgono di una unità, da 13 a 14, e pure i ricoverati nei reparti delle malattie infettive passano da 62 a 65. A inizio ottobre gli ospedalizzati erano 24 (4+20), ma la situazione rimane comunque molto diversa dal picco del 29 marzo: 61 persone nelle Ti, 236 nelle infettive. I 79 ospedalizzati di ieri, 6,5 ogni 100.000 abitanti, sono anzi il terz’ultimo riscontro tra le regioni italiane. Alle spalle del Fvg solo Calabria (4,1) e Molise (4). Davanti a tutti Liguria (35), Valle d’Aosta (32) e Piemonte (25). —


 

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