"Bella ciao" patrimonio culturale italiano? Savino (Fi Fvg): «Canto apocrifo e divisivo»

Sandra Savino

La deputata di Forza Italia si schiera contro la ministra Azzolina che ha difeso la canzone partigiana cantata in una scuola media in provincia di Frosinone: "Espressione di valori universali di opposizione alle guerra"

TRIESTE «In una scuola degna di tale nome si insegna agli alunni a maturare spirito critico, non insinuare convinzioni ideologiche. Questa si chiama egemonia culturale, ed è quel che la sinistra ha tentato di fare, spesso riuscendoci, per decenni. Lo ha fatto strappando pagine di storia sgradite come le foibe, l'esodo dei Giuliano-dalmati e istriani, le efferatezze commesse nel dopoguerra dai partigiani. Si chiama egemonia culturale, e il Pci e i suoi eredi l'hanno praticata a lungo».

Lo scrive in una nota oggi, mercoledì 21 ottobre, la deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg Sandra Savino, riferendosi alla risposta data dal ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, al deputato di FdI Fabio Rampelli.

L'esponente di Fratelli d'Italia le aveva presentato un'interrogazione traendo spunto dalla notizia secondo cui "nelle scuole medie dell’istituto Ottaviano Bottini di Piglio, in provincia di Frosinone, l'insegnante di musica ha assegnato agli alunni da eseguire la canzone Bella Ciao, simbolo della Liberazione festeggiata il 25 aprile di ogni anno.

"Se tale data rappresenta oggettivamente la liberazione dell’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazista - così Rampelli -, l’inno partigiano è divisivo perché rappresenta una parte politica ben definita, purtroppo protagonista anche di violenze efferate e ingiustificate, anche nei confronti di civili, preti, donne e bambini".

Parole cui la ministra Azzolina ha risposto così: "Bella Ciao è canto che diffonde valori del tutto universali di opposizione alle guerre ed agli estremismi".

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi