Dalle vetrine ai murales, gli artisti colorano la Bisiacaria e fanno appello ai giovani

L'associazione Macross vince un bando nazionale per i graffiti in collaborazione con artisti olandesi. Campo Dall’Orto punta tutto sul «messaggio sociale». Racozzi lavora con Babich: «Vorremmo stimolare i ragazzi a mettersi alla prova» 

MONFALCONE L’associazione Macross di Monfalcone è risultata vincitrice di un bando nazionale di Street Art. Macross è l’unica realtà piccola di provincia che ha presentato un progetto valido al pari degli altri tre vincitori delle città di Milano, Napoli e Lecce. Il bando era stato indetto dall’Ambasciata Olandese e prevedeva la presentazione di uno o più progetti legati alla street art e capaci di coinvolgere gli artisti olandesi in Italia. “I muri parlano” è rientrato tra uno delle 4 creazioni vincenti e sarà realizzato a Cervignano. «Macross si occupa dal 2009 di street art, muralismo e creatività urbana e nel tempo abbiamo costruito una rete europea di contatti – spiega il presidente Mattia Campo Dall’Orto –. Abbiamo creato un progetto con l’associazione olandese Amsterdam Street Art e arriverà a Cervignano un artista di fama internazionale per realizzare un murales su uno degli spazi della città». Il progetto si articolerà in più giornate, anche con laboratori per i giovani. Sarà realizzato un archivio digitale di opere di creatività urbana presenti in regione e consegnato alla biblioteca di Cervignano.

Negli ultimi anni le città dell’Isontino hanno cambiato volto e si sono colorate grazie alle opere di street art degli artisti locali. Vista all’inizio solo come puro atto di vandalismo, negli ultimi decenni questo genere di forma d’arte è stata ripresa in considerazione come un’opportunità per migliorare l’aspetto estetico delle città.

«I murales hanno molta visibilità e trasmettono messaggi importanti su tematiche sociali di attualità – dice il presidente di Macross –. È un’arte gratuita che si sviluppa negli spazi pubblici ed è capace di coinvolgere le persone e di arricchirle culturalmente». L’Isontino è infatti ricco di opere di street art: le vetrine dei negozi di Monfalcone realizzate da Massimo Racozzi e Fabio Babich ne sono un esempio così come i murales a Gradisca d’Isonzo, al parco Milleluci a Sagrado, al parco in via Garibaldi a Monfalcone, a Gorizia in via Manzoni, a Ronchi dei Legionari in via Dante.

I temi trattati dai murales che si trovano nell’Isontino sono numerosi: il rispetto e il contrasto alla violenza di genere a Gradisca; la natura, il rapporto dell’uomo con quest’ultima e il rispetto per l’ambiente a Sagrado; la libertà di stampa a Ronchi dei Legionari con il murales dedicato a Daphne Caruana Galizia. L’opera è stata realizzata di recente da Massimo Racozzi e inaugurata venerdì per ricordare tutti gli operatori dell’informazione che, come Daphne, sono stati uccisi o minacciati perché hanno avuto il coraggio di raccontare la verità.

Racozzi si dedica al linguaggio visivo in varie forme: dalle illustrazioni all’audiovisivo, dalla street art all’allestimento di scenografie per concerti o spettacoli teatrali. «Non facevo un murales da numerosi anni e realizzarne uno con una tematica così importante è stato per me molto significativo – spiega Racozzi –. Ho fatto un collage di frammenti di articoli scritti in tutte le lingue d’Europa sui giornalisti minacciati o uccisi sul nostro continente, perché la libertà di stampa è un tema che non ha frontiere». Proprio grazie alla realizzazione di questo murales è partita dalla Federazione europea dei giornalisti, presente a Ronchi, la campagna di giustizia per Daphne e per tutti quei giornalisti di cui non si conosce ancora il mandante dell’assassinio.

Nonostante i murales abbiano dunque la capacità di scuotere le coscienze delle persone su tematiche sociali rilevanti, la street art viene ancora vista oggi con diffidenza. «Bisogna sensibilizzare le persone e le amministrazioni e far capire loro che la creatività urbana non è un atto di vandalismo – spiega Campo Dall’Orto –, ma un efficace strumento di comunicazione e di crescita». Gli artisti della nostra zona stanno cercando di avvicinare i giovani al mondo dell’arte con diverse attività: Macross realizza dei laboratori, mentre Racozzi e Babich hanno avviato un corso di otto mesi sul linguaggio visivo e le sue espressioni artistiche con la cooperativa Thiel alla Largo Isonzo. «Ci piacerebbe stimolare qualche giovane e incitarlo a mettersi alla prova – spiega Racozzi-, perché l’arte è un campo vastissimo e ha molto da offrire anche dal punto di vista lavorativo».—

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