La "Volpe volante", veliero in regalo a Monfalcone

La barca a vela dal passato illustre e disegnata da Fox nel 1951 langue in un cantiere del Lisert. Serve un restauro costoso per un gioiello perso due volte a carte: l’armatore è pronto a cederla gratis

MONFALCONE Ultima mano di poker per salvare la “barca maledetta”. Ma del resto il destino della Flying Fox”, splendida barca a vela oggi costretta a stare in secca in un cantiere in zona Lisert a Monfalcone, è stato spesso legato al tavolo verde. Nella sua lunga storia è stata persa per ben due volte al gioco d’azzardo, passando più volte di mano.

Il proprietario attuale, Luigi Scardovi, con queste vicende di bettole fumose e armatori spregiudicati non ha nulla a che fare. Ma oggi, dopo averla accudita amorevolmente per 25 anni, è costretto a dire basta. E spera di trovare un appassionato di nautica – possibilmente facoltoso – per scongiurare la demolizione di questo autentico gioiellino. È davvero curiosa la storia della Volpe Volante, un 14,70 in legno di lontana origine inglese che sembra essere perseguitato dalla sorte. La barca vede la luce nel 1951 a Cowes, sull’isola di Wight, il “santuario” britannico della vela. Il suo concept viene dal genio di Uffa Fox, uno dei disegnatori più visionari della nautica dell’epoca. Un personaggio di spicco – con la sua flottiglia contribuì a salvare l’armata britannica a Dunkerque – da entrare in contatto con i reali inglesi: secondo la leggenda è lui che insegnò al principe Carlo a veleggiare. Di certo ha preso il mare con suo padre, il principe Filippo.



Costruita dalla Medina Yacht Company per l’irlandese Fred Brownley, Flyng Fox doveva essere veloce come il vento per l’epoca, tanto che le cronache definiscono il suo dislocamento (la massa dell’acqua spostata dall’imbarcazione) “la metà di quello degli altri yacht di quel periodo”. Proprio per la sua leggerezza è stato il primo progetto di yacht planante. Insomma, un futuro radioso pareva attendere la Volpe Volante.

Ma dopo aver vinto una regata si possono anche commettere delle sciocchezze, specie al pub: e così che mister Brownley perde a poker la sua barca a beneficio di mister Astor William Norrish, diplomatico inglese di sevizio a Genova. In Liguria la Volpe Volante continua a imporre la sua supremazia ulteriormente spinta da una modifica dell’armo, dato che viene fornita di un secondo albero. Ma il destino è in agguato una seconda volta, perché sempre al tavolo verde tocca stavolta a Norrish perdere l’imbarcazione a vantaggio di un triestino. Fu così che lo scafo Irlandese trovò casa nell’Adriatico, inaugurando una rinnovata stagione di sfide (spesso vinte) nella perfetta cornice del golfo di Trieste. Da qui a metà anni Novanta il Flyng Fox viene infine acquisita dall’attuale armatore Scardovi, ex dirigente bancario romagnolo di origine e milanese d’adozione, che fa del suo meglio per mantenere vive le sue linee d’acqua.

La passione spesso però non basta per difendere l’animo di una pur splendida vecchia signora. La volpe oggi è malata, accasciata a terra in un piccolo cantiere di Monfalcone dove un amico del luogo le fornisce le cure necessarie a non soccombere. Il problema principale è un paramezzale marcio (la trave longitudinale che contribuisce a rafforzare la chiglia). C’è sicuramente da investire, ma tutto il resto è in condizioni tutto sommato buone. «Con tutto il cuore vorrei regalare un futuro alla Flying Fox – è l’appello di Scardovi –. Purtroppo per ragioni personali non posso più prendermi cura di lei. Ci fosse un appassionato, consapevole certo dei continui sacrifici cui un armatore va incontro, sarei disposto a parlarne. Altrimenti il suo destino è la demolizione. La “volpe volante” non merita questa fine, ne ha passate tante ma ha ancora molto da dare a chi ama il vento e il mare aperto».

Nel suo soggiorno triestino il suo club di ormeggio era l’Adriaco, dove fu ammirata spesso anche da un Mauro Pellaschier ancora ragazzo: «Me l’ha confermato lui stesso» racconta Scardovi. Il sogno, chissà, potrebbe essere vederla ad una Barcolana del futuro. «L’ultima regata triestina risale a una decina d’anni fa e Flyng Fox ha fatto la sua figura. Risolto il problema del paramezzale potrebbe davvero tornare ai suoi fasti». E sorridere a quel destino che più volte ha tentato, sinora senza successo, di beffarla. Tutto è pronto per l’ultima mano. —

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