La 15esima tappa del Giro d'Italia parte da Rivolto salutata dalle frecce tricolori

La prima in assoluto mai partita da una base dell'Aeronautica militare. Il capo della Polizia Gabrielli: «Un sodalizio che ci inorgoglisce, il Giro è una parte del Paese, il suo significato va al di là della manifestazione»

TRIESTE Il colonnello Marco Bertoli, Comandante del 2o Stormo, affiancato dal Capo della polizia Franco Gabrielli, ha sventolato la bandierina arancione e i ciclisti del Giro d'Italia sono partiti sulla pista di decollo utilizzata dalle Frecce tricolori, per la 15/A tappa, la Rivolto-Piancavallo, la prima in assoluto mai partita da una base dell'Aeronautica militare. La partenza è stata anticipata da tre passaggi delle Frecce con i fumogeni tricolori, che con figure acrobatiche hanno salutato la manifestazione. «Un sodalizio che ci inorgoglisce, il Giro d'Italia è una parte del Paese, il suo significato va al di là della manifestazione», ha detto il capo della Polizia intervenendo sul palco prima della partenza della tappa.

Gabrielli ha poi affermato ai micorofoni del Tgr Fvg: «Diciamo a tutto il Paese che bisogna andare avanti, che bisogna stringere i denti come fanno i ciclisti nei momenti in cui affrontano le salite. La Polizia di Stato, con la sua specialità di Polizia stradale, da sempre accompagna il Giro. È un messaggio anche per il Paese in un momento così complicato, così difficile, perché ce la faremo».

Il presidente Fvg Massimiliano Fedriga ha dichiarato: «Una tappa che entrerà negli annali non solo perché disputata in una situazione di emergenza sanitaria ancora in atto ma anche per l'unicità del luogo individuato dagli organizzatori per l'avvio della frazione».

Assieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi e a vari esponenti dell'esecutivo, Fedriga ha assistito alle operazioni preliminari che hanno visto i corridori firmare il libro gara per poi schierarsi lungo la pista di decollo per assistere il passaggio degli Aermacchi B-339 che hanno rilasciato in cielo il fumo tricolore.

«Quello di oggi - ha detto Fedriga - è un evento straordinario che lascerà un segno nella storia del Giro d'Italia. Organizzare una partenza all'interno di una base militare è una cosa più unica che rara, resa ancora più complessa purtroppo a causa dell'emergenza Coronavirus. Anche se la presenza del pubblico è stata ridotta per garantire che la manifestazione si potesse svolgere in totale sicurezza, l'affetto degli appassionati non è venuto meno. Per questo motivo la Regione rivolge un doppio plauso agli organizzatori che, nonostante le mille difficoltà, sono riusciti comunque a portare a compimento un evento che ci darà una visibilità internazionale, grazie anche al fascino dello spettacolo garantito dalle Frecce tricolori».

Fedriga ha poi dovuto annullare le altre presenze programmate lungo la tappa perché impegnato nelle videoconferenze con il governo sull'evoluzione della pandemia e la valutazione delle contromisure da mettere in atto. Dal canto suo Riccardi ha posto in evidenza il fatto che la presenza del Giro d'Italia in Friuli Venezia Giulia è l'esempio della possibilità, con le giuste precauzioni, di convivere con il virus. «Nonostante l'emergenza ancora in atto - ha detto - manifestazioni come queste ci fanno capire la necessità di andare avanti con la vita di tutti i giorni nel modo più normale possibile, mantenendo il rispetto di alcune fondamentali precauzioni. Non possiamo negare che ora vi siano delle difficoltà oggettive ma con il buon senso, intelligenza, equilibrio e determinazione anche queste situazioni possono essere affrontate a testa alta e vinte».

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