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Irrompe il Covid nel “Dicembre goriziano”: fiera di Sant’Andrea e Capodanno in bilico

Ziberna: «Organizzazione quasi impossibile». Riunioni continue in Comune per dare vita a manifestazioni alternative

GORIZIA I contagi crescono. I decreti si fanno sempre più stringenti. E comincia a fare capolino una parola (lockdown) che, solo a pronunciarla, scatena il terrore del mondo economico per le conseguenze.

In questa situazione, il Comune di Gorizia sta cercando di organizzare il “Dicembre goriziano”. Molti gli ostacoli e le incognite. Partiamo dalla secolare fiera di Sant’Andrea. Si farà? Non si farà? «Al 90% non si svolgerà», non nasconde il Comune. Solo per organizzare l’apparato di sicurezza ci vorrebbero 100 mila euro e, forse, anche di più. Inoltre, dovrebbero essere adottate le stesse disposizioni di “Contea” con controlli, tracciamenti, misurazioni della temperatura, quant’altro.


«Difficile, molto difficile, praticamente impossibile». In queste parole del sindaco Rodolfo Ziberna è rinchiuso il destino dell’edizione 2020 della fiera di Sant’Andrea che deve fare i conti, suo malgrado, con la paura di alimentare i contagi attraverso assembramenti. Inoltre c’è la partita delle misure anti-Covid che, oltre a costare cifre enormi, rendono molto problematica l’organizzazione. «Della fine del lockdown non ci siamo tirati indietro su nulla per far ripartire la città, attivando ogni sostegno possibile e immaginabile per le categorie economiche, riaprendo il Castello e il Teatro, inventando nuovi eventi a prova di virus e tenendo in piedi altre manifestazioni, sempre in sicurezza. Ma, nel frattempo, l’epidemia è peggiorata, anche se a Gorizia, al momento, sembra essere sotto controllo».

Il primo cittadino è consapevole che davanti a tutto deve stare la salute dei cittadini. Quindi, come nel passato, il Comune agirà di conseguenza. «È un momento - aggiunge - in cui dobbiamo essere molto responsabili e, quindi, ogni possibile iniziativa che presenti criticità deve essere attentamente valutata. Sono state esaminate più ipotesi fra cui la possibilità di ridurre il numero di giostre e di bancarelle ma, anche in questo caso, l’organizzazione sarebbe molto complessa e il piano di sicurezza ci verrebbe a costare almeno 100 mila euro: una cifra enorme che, anche se fosse disponibile, preferiremmo spendere per altre iniziative. Lo stesso vale per il “Capodanno in piazza” e per altre manifestazioni che, per loro natura, creano assembramento. Quindi, giusto per non lasciare nulla di intentato e percorrere ogni strada possibile, domani invierò alla Prefettura una richiesta di chiarimenti su ciò che si potrà e riuscirà a fare, seguendo l’ultimo Dpcm, ovviamente senza spendere un patrimonio. Soltanto dopo, decideremo definitivamente. Al momento ritengo davvero molto difficile lo svolgimento di Sant’Andrea e del Capodanno».

Il Comune, preso atto delle difficoltà per la realizzazione della manifestazioni maggiori sta già percorrendo strade alternative che possano comunque rendere Gorizia attraente durante le festività. «Innanzitutto vorremmo aumentare gli arredi luminosi natalizi, se ne sta occupando l’assessore Sartori mentre, in collaborazione con l’Ascom, stiamo verificando la possibili di realizzare una sorta di “giro dei presepi” usando come location le vetrine dei negozi. Non solo, la Camera di commercio sta anche verificando la possibilità di attivare un mercatino natalizio, sempre nella massima sicurezza mentre alcune associazioni hanno inviato proposte che stiamo esaminando. Questo è il momento della collaborazione, dell’unità cittadina e dobbiamo fare il massimo per rendere bella luminosa e attraente la nostra città durante il “Dicembre goriziano” anche sostituendo iniziative che non si possono fare con altre. Non possiamo fermarci e siamo certo che la città risponderà, come sempre, al meglio». —

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