Il breve ritorno del tram di Opicina per la registrazione di ogni suo rumore

Vettura 407 in movimento tra piazza Casali e primo tratto della salita grazie al progetto della sound designer Luzzana

TRIESTE Il fischio, le porte che si chiudono e le ruote che iniziano lentamente a rotolare sui binari, provocando il tipico rumore del tram in movimento. È lo scenario al quale i triestini, e i turisti che giungono in città appositamente per salirvi a bordo, non sono più abituati da ormai più di 4 anni, da quando cioè lo storico tram di Opicina ha smesso di funzionare a causa dei ben noti motivi.

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Uno scenario che però ieri, grazie al lavoro creativo di una giovane artista del suono, è tornato a vivere, seppur solamente per qualche minuto e in una piccola parte del suo percorso. Sono da poco passate le nove e la storica carrozza 407 ferma all’altezza di piazza Casali si rimette in moto, iniziando a sferragliare per un centinaio di metri lungo la salita verso Scorcola, per poi fare ritorno quasi subito alla base della funicolare. Un’operazione ripetuta un paio di volte in modo da permettere a Chiara Luzzana, sound designer milanese di fama internazionale, di registrare i suoni caratteristici del tram. Il suo obiettivo è quello di cogliere i suoni tipici di ogni città, nell’ambito del programma “the sound of the city” che a marzo diventerà un documentario.



«Il mio progetto si propone di comporre un suono tipico di ogni città – spiega la giovane artista – perché ognuna di esse ha il suo sound particolare, basta saperlo cogliere». Un progetto già portato avanti in 16 metropoli estere e che adesso l’artista milanese sta replicando in Italia, motivo del suo arrivo a Trieste. «Il tram è una “voce” importante di una città – sottolinea – perché permette di identificarne lo spirito. Su di esso salgono molte persone che la vivono ogni giorno (anche se a Trieste non accade ovviamente da un bel po’, ndr) e che rappresentano l’anima della città stessa».

Armata di microfoni dalla più disparata sensibilità, progettati e costruiti da lei stessa, Chiara registra ogni singolo particolare dei movimenti della trenovia, senza tralasciare alcunché. Nemmeno la campanella per la prenotazione della fermata, l’apertura e la chiusura dei finestrini o il fruscio provocato dal movimento delle persone all’interno della carrozza. Le sue registrazioni, trasformate poi sapientemente in musica, in passato sono state presentate alla Biennale di Venezia e a quella di Shanghai, ricevendo in alcuni casi anche dei premi molto ambiti nel settore, come il Muse Creative Award nel 2017 e nel 2019 o il Music+Sound Award nel 2016. Lavori che negli ultimi anni sono stati utilizzati per le pubblicità di case automobilistiche o di marchi di fama internazionale di altri settori, da Lancia a Nivea, passando per Costa Crociere. «Nel mio lavoro parto dall’analisi del posto dove mi trovo per poi arrivare a una fase di analisi sonora – spiega ancora Chiara Luzzana –. Chiudendo gli occhi, chiunque deve capire cosa sta ascoltando».

Grazie al lavoro suo e della fotografa Valentina Deligio, Chiara è riuscita a realizzare un piccolo miracolo: far muovere dopo tanto tempo – al netto dei test tecnici effettuati sulla linea – il mezzo pubblico più conosciuto di Trieste. E nonostante la mattinata caratterizzata dalla bora e dalla forte pioggia, molte persone si sono fermate incuriosite per dare un’occhiata a cosa stesse accadendo all’inizio di via Commerciale. Tante le facce meravigliate e alcuni, fra i più curiosi, a chiedere se stavano ricominciando le prove per una nuova messa in funzione del tram. Grande il disappunto sui volti, quando hanno capito che si trattava solamente di una registrazione sonora. «Se no lo podemo usar noi, almeno che el servi per el cinema», chiosa un passante persuaso che si tratti della registrazione di un film. —


 

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