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Dopo la stretta i locali temono lo stop bis. E a Trieste la Fipe chiede i dehors “chiusi”

Esercenti disposti ad accettare i nuovi limiti imposti da Roma pur di evitare un altro lockdown. «Ma i dubbi sono tanti» 

TRIESTE I locali si dicono pronti a rispettare le regole del nuovo Dpcm - dalla chiusura alle 24 allo stop alla vendita di alcol in strada alle 21 fino al tetto di 30 invitati per i banchetti -. Tutto purché non si arrivi a un nuovo lockdown. Ma non mancano le perplessità nell’interpretazione delle regole e i tentativi della Fipe di “limitare i danni” con soluzioni che aiutino bar e ristoranti con spazi ridotti al chiuso.

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