Pure “Ulysses” in Arsenale. Ordini record a quota nove e lavoro per 250 persone

Alcune delle principali commesse dell’ex Arsenale schierate lungo le banchine per i lavori di manutenzione nell’immagine di Andrea Lasorte

TRIESTE Altrochè trio di signore a rifarsi il trucco. Non ci sono solo le due Viking e la fresca “Princess Enchanted” ormeggiate negli “squeri” dell’ex Arsenale, che quasi quasi non ha mai lavorato tanto nella sua vita produttiva (infatti il vecchio Atsm venne dismesso nel 1996).

Fincantieri aggiorna il computo delle barche che, a diverso titolo, affollano le banchine in fondo a via Ludwig Bruck: sommando tutte le commesse, raggiungiamo quota 9. Così articolate: le tre unità da crociera già citate, il mega-yacht “4L” del principe ereditario di Dubai, la chiatta “Romano P”, il rimorchiatore “Jupiter”, una chiatta per dragaggi, l’ingombrante “Ursus”. L’azienda informa che in questa fase varcano i cancelli del l’ex Arsenale 250 lavoratori, di cui 30 dipendenti di Fincantieri e 220 addetti di ditte esterne.


Ma per toccare quota 9 mancava ancora un cliente: infatti la scorsa settimana ha arricchito il portafoglio l’arrivo di un altro mega-yacht, “Ulysses”, per le periodiche attività di manutenzione ordinaria, come chiosa il portavoce di Fincantieri. Proprietario ignoto, bandiera Cayman Islands, 120 metri di lunghezza, 6000 tonnellate di stazza, cinquanta persone di equipaggio, un tender da 21 metri e un elicottero: un gioiello della nautica, costruito dalla norvegese Kleven e allestito da Marin Teknikk e Rwd, per un valore di 275 milioni di dollari. “Ulysses” era approdato a Trieste già in giugno, proveniente da Singapore, per sottoporsi a una prima tornata di lavori nel cantiere di Marino Quaiat nel Canale navigabile.

D’altro canto il prolungato momento di incertezza legato all’interminabile emergenza Covid motiva proprietari e armatori a provvedere alle attività di refitting. I siti specializzati segnalano, per esempio, che solo in Italia sono “parcheggiate” 40 navi da crociera, sette delle quali a Civitavecchia (il più importante terminal cruise nazionale).

In realtà l’ex Arsenale aveva intrapreso da tempo una valida campagna-acquisti a base di yacht. Negli ultimi tempi ricordiamo “Carinthia VII”, “Azzam”, “Crescent”. Senza contare i lavori di rifinitura effettuati sulle navi costruite dalla stessa Fincantieri, come nel caso di “Seven Seas Splendor” varate dallo stabilimento di Ancona su ordine della Norwegian Cruise. “4L”, l’altro mega-yacht che fa bella mostra di sè nell’ex Arsenale, aveva raggiunto Trieste in inverno proprio nel periodo in cui deflagrava il primo attacco del Covid. Fu il cantiere tedesco Lürssen a realizzarlo nel 2013 su 88 metri e 3000 tsl.—


 

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