A Gorizia mancano medici di famiglia. Uno su dieci va in pensione

Vallini (Fimmg): «Situazione allarmante. Crisi di vocazione. Tanti posti scoperti» Asugi: «Rinforzi nel Gradiscano, a Monfalcone e a San Canzian». Ma non bastano

GORIZIA «I nodi stanno venendo al pettine». Roberto Vallini, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), sperava di essere smentito dai fatti. Invece, la carenza di medici di famiglia è diventato un problema conclamato. In tutto l’Isontino. E i casi di Lucinico e di Sagrado rischiano di essere solamente la punta dell’iceberg. Il guaio è determinato dai tanti pensionamenti che fanno definire la situazione «di allarme». «C’è un problema di “scopertura” che si amplificherà perché, progressivamente, sta uscendo dal mondo del lavoro un’intera generazione di medici di medicina generale», scandisce con chiarezza Vallini.



L’ondata di pensionamenti non è, di per sé, un dato preoccupante, il problema semmai è un altro: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno bilanciate da nuove assunzioni. «Non abbiamo un ricambio - continua il segretario isontino Fimmg -. Ci sono pochi medici di famiglia sul “mercato”. Ne abbiamo formati meno rispetto a quelle che erano le reali necessità». Per quali motivi? È presto detto. Alla carenza di vocazione, si aggiungono il numero chiuso alla facoltà di Medicina e la carenza di borse di studio. Riguardo quest’ultima questione, c’è anche una proiezione condotta a livello nazionale che parla da sola. Per i medici di base, ad esempio, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione sono, oggi, circa 1.100 l’anno. Se il numero rimarrà costante, ad essere rimpiazzati entro il 2028 saranno non più di 11 mila medici, a fronte dei circa 33.000 necessari. Già, perché nelle previsioni, da qui al 2028, l’emorragia è in aumento esponenziale: nei prossimi otto anni saranno andati in pensione 33.392 medici di base in tutta Italia.

Riguardo ai dati locali relativi all’Isontino, in questi mesi hanno raggiunto il meritato traguardo della quiescenza 7 professionisti e da qui alla fine dell’anno cesseranno l’attività altri due o tre. «E se consideriamo che in provincia di Gorizia abbiamo una novantina di medici di medicina generale, capite che parliamo di numeri importanti», ripete Vallini che non nasconde le difficoltà di questo periodo già di per sé molto complicato a causa delle implicazioni del Covid-19. «Come possiamo garantire la qualità dell’assistenza sanitaria ai cittadini pugliesi e potenziare il sistema regionale, a fronte della prossima ondata di pensionamenti e delle nuove sfide organizzative?», si chiedeva, l’altra mattina, un medico di medicina generale dell’Isontino. La figura del medico di famiglia, peraltro, sta evolvendo e si sta caricando di nuove responsabilità e di nuove competenze che richiedono una preparazione sempre più mirata.

Intanto, l’Asugi ha comunicato ieri mattina che sono stati conferiti gli incarichi di medicina generale convenzionati per l’assistenza primaria così suddivisi: un professionista per Ambito territoriale di Farra d’Isonzo, Gradisca d’Isonzo, Sagrado e Villesse; un professionista per l’Ambito territoriale di Doberdò del Lago, Fogliano Redipuglia, Ronchi dei Legionari, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo e Turriaco (con vincolo di apertura dello studio medico a San Canzian d’Isonzo); 3 professionisti per l’Ambito territoriale di Monfalcone e Staranzano (2 con vincolo a Monfalcone); 3 professionisti senza alcun vincolo di apertura. Ma non bastano. —

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