Una bora “cattiva” cancella Barcolana 52

Per la prima volta tutti a terra a causa del vento con raffiche fino a 45 nodi. Gialuz: «Giusto così»

TRIESTE Pioggia battente, bora prepotente con raffiche fino a 45 nodi e alla fine nessun colpo di cannone. Alle 10.30, orario della partenza per 1424 barche (ma sarebbero state molte meno al via), il silenzio è squarciato solo dallo scroscio dell’acqua e dagli ululati e dalle unghiate del vento. Ciao ciao Barcolana52. Cancellata. La decisione era già stata presa qualche ora prima, alle 7, dal Comitato di regata d’intesa con la Capitaneria di porto e con la Svbg. Troppi pericoli, in mare non sarebbe stata una festa ma una lotta contro le intemperie e per portare a casa la pelle.



E dire che il team di Mitja Gialuz non si era piegato davanti al Covid-19 varando una regata in sicurezza con iscrizioni online, eliminando il Villaggio sulle Rive per evitare assembramenti, imponendo alle imbarcazioni con più di sette componenti di fare un tampone rapido di concerto con l’Asugi. In più tutta la città si era fatta trasportare dalla corrente della Barcolana grazie al concorso per la miglior vetrina a tema e grazie a una serie di eventi (mostre, concerti, dibattiti), molti legati all’ambiente. Ma contro una pistola puntata rappresentata da raffiche che sfioravano i cinquanta nodi la Barcolana ha dovuto alzare le mani malgrado l’enorme sforzo organizzativo. Solo in un’occasione la regata era stata rinviata di una settimana ma mai annullata. Questa volta sono venute meno le condizioni per gareggiare in sicurezza. Già da un paio di giorni, date le previsioni funeste, era stata presa in considerazione questa opzione ma si sperava in un miracolo.

Nella migliore delle ipotesi si sarebbe disputata una Barcolana dimezzata perchè con un vento così impetuoso il Comitato di regata avrebbe lasciato agli ormeggi le classi più piccole. Quelli che vanno da una vita per mare dicono che è giusto così, una scelta responsabile. A tale proposito il “testamento Chersi” parla chiaro: «Il bravo marinaio è quello che porta la barca a casa dopo la tempesta. Il miglior marinaio è quello che ha previsto la tempesta, è rimasto a terra ed è al bar, a guardare quel bravo marinaio che tenta di salvare barca e la pelle». Nessuna possibilità di spostare la Barcolana più avanti. Troppo complicato, è un baraccone troppo grande sia in mare che a terra. Ma il messaggio che voleva dare è passato anche a secco, senza la regata. —




 

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