Barcolana, il sollievo degli skipper: «Troppi i pericoli con vento forte e pioggia»

Demartis, Leghissa e Vinčec: «Se il meteo ci dice di stare a casa dobbiamo accettare con il sorriso». Il presidente di Generali Galateri: «Importante dare un messaggio di sicurezza»

TRIESTE Dove non è riuscito nemmeno il Covid, ci ha messo lo zampino il maltempo. La Barcolana 2020 è stata annullata. È la prima volta in oltre cinquant’anni di onorato servizio che Barcolana non avrà il nome di un vincitore inciso sul trofeo. Era già accaduto di posticipare l’orario di partenza o di data, ma la completa sospensione della regata è un evento inedito nella storia della manifestazione, che emerge chiara scorrendo l’albo d’oro, il quale senza soluzione di continuità comincia nel 1969 con la vittoria di Betelgeuse di Napp e si ferma momentaneamente al 2019 di Way of Life, virtualmente la barca da battere l’anno prossimo.

E chi dà appuntamento al prossimo anno è il presidente di Generali Gabriele Galateri: «Il rispetto della sicurezza in mare è la prima condizione per una regata vincente. Il messaggio, in un anno così complesso e difficile, è che si può costruire e condividere insieme un evento di sport e di divertimento. Barcolana nei giorni scorsi ha realizzato in mare e a terra eventi che hanno parlato di territorio, ambiente, cultura. Il nostro è un arrivederci».



Ritornando alla giornata di ieri, la comunicazione dell’annullamento è stata data alle 7.25 con la diramazione del comunicato n° 4 a firma del presidente del comitato di regata Dodi Villani, il quale, coadiuvato dal comitato organizzatore e dalla Capitaneria di Porto, ha preso una decisione tanto pesante quanto doverosa. La tempistica è stata scelta per evitare l’uscita in mare da parte di coloro che dovevano giungere alla partenza da Monfalcone o dalla Slovenia. Un annuncio così anticipato ha inizialmente fatto storcere il naso a qualche velista, ma con il passare delle ore e con un quadro diventato sempre più severo dal punto di vista meteorologico l’annullamento è stato metabolizzato anche dai più scettici.

Gašper Vinčec di Way of Life, uno dei maxi grandi favoriti, è rimasto a Capodistria e ha accettato con filosofia le indicazioni del comitato: «Noi velisti ci battiamo contro la natura già quando ci sono i salti di vento durante le regate. Quando il meteo ci dice di stare a casa dobbiamo accettare con il sorriso, perché non tutta la vita può essere programmata». Way of Life avrebbe visto il debutto in Barcolana di un’icona della vela come l’olimpionico brasiliano Robert Scheidt, che lo skipper sloveno vede come un innesto importante in un equipaggio ricco di fuoriclasse: «La nostra forza sta nell’essere un gruppo coeso, fatto di tanti campioni. Anche Robert ha abbracciato quest’idea ed è eccezionale come nei giorni di allenamento un atleta del suo calibro si sia messo al servizio dell’equipaggio».

Claudio Demartis, skipper di Portopiccolo Prosecco Doc, il terzo incomodo nella lotta per la vittoria è uno dei pochi ad avere le competenze per valutare l’annullamento sia con l’occhio del concorrente, sia con quello dell’organizzatore, conoscendo molto bene le dinamiche di una macchina come Barcolana: «Il vento forte avrebbe penalizzato un po’ la nostra barca rispetto agli altri maxi, ma il rammarico di non aver preso il mare comunque c’è, perché questa (ieri ndr) mattina alle 7.30 a Portopiccolo il vento non sembrava essere così sostenuto. A Trieste però negli stessi momenti la situazione era ben diversa e bisogna valutare sempre le condizioni del campo di regata. Immagino non sia stata una scelta facile da prendere del Comitato, ma con il senno di poi si è rivelata una scelta corretta».

Alberto Leghissa, timoniere di Anywave Safilens, pone invece l’accento sull’importante questione sicurezza: «Regatare con la bonaccia è difficile, regatare con il vento forte può essere pericoloso. Consideriamo pure che la pioggia battente impediva di vedere bene la linea di partenza e non c’erano le condizioni per svolgere una regata in sicurezza per tutti. Diamo atto al Comitato organizzatore di averci provato fino a quando è stato ragionevolmente possibile, anche in tempi di limitazioni dovute al Covid». Dopo questo inconsueto epilogo la voglia di essere sulla linea di partenza il 10 ottobre 2021 è ancora più forte. —

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