Ok di Zagabria al raddoppio del tunnel sul Monte Maggiore

In progetto un traforo di 5,6 chilometri per 200 milioni di euro di investimento Il ministro Butkovic: «La conclusione dei lavori prevista in tre anni e mezzo»

FIUME Un traforto di oltre 5 chilometri. È stato compiuto l’ultimo passo formale per arrivare alla costruzione della seconda galleria del tunnel del Monte Maggiore.

Il governo di centrodestra del premier croato Andrej Plenkovic ha approvato la modifica al contratto di concessione alla Bina Istra relativo a finanziamento, gestione e manutenzione dei segmenti dell’Ipsilon istriana compresi tra Pola e Dragogna e tra Canfanaro, Pisjno e Mattuglie.


In agosto, era stata la Commissione europea a dare il proprio sostegno alla prosecuzione del raddoppio della bretella stradale istriana. Il placet dell’Esecutivo statale ha creato i presupposti per stipulare il contratto che porterà al raddoppio di corsie del troncone Vragna – Traforo del Monte Maggiore (Portale Quarnero), della lunghezza di 8 chilometri. I lavori in parola riguarderanno anche l’approntamento della seconda galleria, che sarà lunga 5 chilometri e 630 metri, progetto che fino a non tanto tempo fa pareva irrealizzabile o quasi. Ora invece dovrebbe tramutarsi in realtà in capo a tre anni e mezzo, con maestranze e macchinari pronti ad entrare in azione dal prossimo primo dicembre.

Lo ha confermato il ministro croato della Marineria, Trasporti e Infrastrutture, Oleg Butkovic. «A meno di improbabili intoppi, i lavori cominceranno fra meno di due mesi, nei primi giorni di dicembre – ha dichiarato Butkovic – con il raddoppio che dovrebbero venire portati a termine entro tre anni e mezzo. L’investimento è di 1 miliardo e 500 milioni di kune, sui 200 milioni di euro, denaro che verrà stanziato dalla concessionaria Bina Istria. Oltre alla seconda canna, gli interventi porteranno ad avere il nuovo svincolo di Vragna, sottostante la localita’di Lupogliano e poi due cavalcavia, un sottopassaggio, la nuova caserma dei vigili del fuoco della Bina Istra, sul territorio istriano e un’area di sosta sul versante quarnerino».

In questi tre anni e mezzo – la conclusione è prevista entro l’inizio della stagione turistica 2024 – il giro d’affari legato all’opera dovrebbe portare all’aumento del Pil nazionale di mezzo punto percentuale, per un gettito fiscale ammontante a 681 milioni di kune, pari a poco meno di 90 milioni di euro. «L’Ipsilon istriana – ha precisato Butkovic – rimarrà in concessione alla Bina Istra fino al 15 giugno del 2039, dopo di che il principale asse viario della Regione istriana tornerà alla Repubblica di Croazia. Voglio rilevare che finora la Bina Istria ha investito 7 miliardi e 200 milioni di kune, circa 951 milioni di euro, nella costruzione dell’Ipsilon, quivi compreso l’investimento per la Vragna–Tunnel del Monte Maggiore».

Durante i lavori, il cantiere avrà in media 500 lavoratori, mentre nel periodo di massimo sforzo arriverà a 700 maestranze. —


 

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