Trieste, l’Immaginario scientifico trova casa a distanza di 34 anni dal “sogno” di Budinich

La cerimonia di apertura della nuova sede dell'ormai storico museo

TRIESTE L’Immaginario scientifico da ieri sera ha la sua nuova casa all’interno del Magazzino 26 in Porto vecchio. L’attesa apertura, salutata da una piccola folla che si è radunata davanti all’ingresso dell’edificio nella tenue luce del crepuscolo, ha rappresentato il culmine di un lunghissimo lavoro, le cui basi erano state lanciate, nel lontano 1986, dal fisico Paolo Budinich. «Ci sono voluti tanti anni - ha detto Serena Mizzan, direttore della struttura, poco prima di tagliare il classico nastro, alla presenza, fra gli altri, del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga e del sindaco, Roberto Dipiazza - ma noi abbiamo tenuto duro. Siamo un museo inclusivo, aperto, siamo il museo della scienza nella città della scienza - ha ribadito -e questo pensiero ci ha accompagnato e stimolato».
«L’Immaginario scientifico è frutto della collaborazione fra il pubblico e il privato, è l’espressione del territorio che ci ospita e proprio per rimarcare questo concetto abbiamo realizzato una sala che abbiamo chiamato “Trieste e la Scienza”. Al suo interno – ha proseguito Mizzan – dieci enti di ricerca raccontano della scienza che fanno. Al centro c’è un cuore rosso chiuso – ha aggiunto – dedicato a Paolo Budinich». 
 
Il direttore ha poi elencato le realtà scientifiche diventate partner del progetto: Area Science Park, Elettra, Icgeb, Ictp, Inaf, Ogs, Sissa, Twas e Università, alle quali si sono aggiunte le aziende AcegasApsAmga del gruppo Hera, Illy, Siad, Saipem, Esteco, Sissa Medialab. Mizzan ha infine ringraziato le Fondazioni CrTrieste, Casali e Pittini. «L’Immaginario scientifico ha una forte identità – ha concluso – che si fonda sulle sue origini e che ha molte sezioni. Ma ciò che voglio significare stasera è la grande felicità e l’orgoglio di un gruppo di persone coese, che hanno lavorato nella convinzione di aver donato alla città il più bel museo che fossimo in grado di realizzare». 
«Questo contenitore – ha ricordato Dipiazza – ospiterà in futuro tanti altri musei di cui l’Immaginario scientifico è il capostipite e che, nell’arco dei prossimi mesi, sarà raddoppiato come superficie». «Questa struttura – ha osservato l’assessore per i Lavori pubblici, Elisa Lodi – sarà un attrattore di grande importanza». L’assessore alla Cultura, Giorgio Rossi, ha dedicato l’apertura del museo alla «determinazione di Serena Mizzan nel voler arrivare a questo risultato». «L’apertura di oggi è il frutto della rara convergenza fra numerosi enti e soggetti – ha evidenziato il presidente dell’Immaginario scientifico, Mario Bucher – ai quali va il nostro ringraziamento e ai quali auguriamo buon vento». «La Regione ha investito in questa iniziativa - ha ricordato Fedriga - perché crediamo nel suo potenziale e in quello dell’intero Porto vecchio, oltre che nella ricerca che si fa a Trieste». —
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