Migliaia di “sture” spiaggiate a Grado: la moria è dovuta a un parassita

GRADO Nelle ultime giornata di maltempo, il moto ondoso, prima lo sciroccale e poi la libecciata, ha letteralmente scaraventato nella spiaggia della Costa Azzurra un migliaio di “sture” (così chiamate in dialetto gradese) che ufficialmente sono conosciute come Pinna nobilis o nacchere. Un fenomeno non raro che si è ripetuto in maniera significativa anche in questa occasione. Le Pinna nobilis spiaggiate erano tutte morte: la causa precisa della moria non è stata ancora accertata, ma si ipotizza che si tratti del parassita Haplosporidium pinnae.



Gli esperti dell’Area marina protetta di Miramare stanno monitorando il fenomeno già da tempo tanto da aver affermato, nel febbraio scorso, che mentre nell’area dell’intero golfo si può parlare della moria del 60-70% di esemplari, nella laguna di Grado questa sfiora addirittura il 100%. Le foto scattate con i telefonini dalle tante persone transitate per la spiaggia della Costa Azzurra, mostrano con evidenza quanto è accaduto. Fra questi anche l’ingegner Luciano Cicogna, studioso, che ha fatto arrivare al giornale la foto che pubblichiamo e ha precisato che negli ultimi anni c’è stata una proliferazione di Pinna nobilis nell’alto Adriatico, inclusa la laguna di Grado.

«Forse la loro elevata densità, unitamente all’innalzamento della temperatura media del mare sono causa di questa infezione, che è stata precedentemente rilevata dal 2016 in Spagna e Grecia, mentre nelle nostre acque il parassita è arrivato da un anno circa». Una moria significativa che rischia di far estinguere le “pinne” in tutto il Mediterraneo tanto che proprio da Miramare gli esperti hanno ipotizzato di conservarne un numero sufficiente in ambiente protetto per poi reintrodurli in mare a passato pericolo. —

AN. BO.
 

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