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Agenti uccisi a Trieste, la madre di Meran: «Costretta a lasciare la città per le minacce. Vivo nel dramma provocato da mio figlio»

Forze dell’ordine accorse davanti alla Questura subito dopo la sparatoria costata la vita agli agenti Demenego e Rotta. In alto nel riquadro Alejandro Augusto Meran

«Penso in continuazione al dolore dei familiari dei poliziotti uccisi. Ma anche la mia famiglia è distrutta»

TRIESTE «Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto minacce. Il campanello suonava di continuo anche perché tutti ormai sapevano dove abitavamo. Quindi ho dovuto andarmene da Trieste. Perché quello che è successo ha sconvolto le nostre vite. Vivo continuamente nel dramma di ciò che ha fatto mio figlio. Un figlio malato».

Dietro alla tragedia di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due giovani poliziotti uccisi in Questura il 4 ottobre dell’anno scorso, c’è anche un altro dolore.

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