Trieste, Natale extra large al via a novembre: più alberi in piazza e vicino alle chiese

Luminarie, musica, realtà virtuale e la cometa “storta”. Dipiazza: «Servono messaggi positivi in questo periodo»

TRIESTE Un Natale XXL. Extra extra large. Trieste si appresta a varare il Natale più lungo, più largo, più altro, più luminoso e (ovviamente) più costoso della storia. Una specie di vaccinoterapia contro il Covid-19. Il sindaco Roberto Dipiazza ha deciso di anticipare l’accensione ai primi di novembre e ha aumentato l’ordine di alberelli (che saranno 72 e un metro più alti di quelli dell’anno scorso) dal vivaio croato scovato ai confini con la Bosnia. Si sta pensando di far coincidere l’inizio del Natale con la festività di San Giusto (3 novembre), il santo patrono di Trieste. «È un’ipotesi da prendere in considerazione», ragiona serio l’assessore alla Cultura con delega al Natale Giorgio Rossi che da un paio d’anni affianca il sindaco nel piano addobbi della città.



«A metà ottobre inizieremo a mettere i basamenti, i grandi vasi e a collocare i primi alberelli. Vogliamo accenderli all’inizio di novembre. In questo modo il Natale durerà più di due mesi fino alle feste dell’Epifania», pianifica l’assessore Rossi. L’operazione Natale, delegata ad AcegasApsAmga, sarà più lunga del previsto visto che il numero degli alberelli è aumentato a dismisura. «Visto che c’è stato il Covid, invece che ordinare solo gli alberelli in piazza Unità, ne ho ordinati molti di più che metterò in ogni piazza della città. Voglio la città illuminata. Gli alberelli accesi, l’atmosfera natalizia, la musica sono quelle cose che mettono allegria. La gente non deve pensare ai mesi drammatici. Serve positività», proclama Dipiazza. Gli alberi in più, spiega l’assessore Rossi, saranno collocati di fronte alla chiese cittadine. «Sono 25 le chiese che beneficeranno di questo albero comunale. Saranno collocati sul sagrato dei luoghi di culto. In tutto avremo quest’anno 72 alberi illuminati, un terzo in più rispetto al 2019», spiega Rossi che conferma il mega ordine dal vivaio croato scoperto dal sindaco Dipiazza in persona dopo missioni andate a vuoto in Veneto, Austria e Slovenia.

Il Natale mette di buonumore ed è quello che ci vuole anche per rilanciare l’economia cittadina. «Voglio anticipare gli alberetti con le musichette. Il mio obiettivo è far arrivare la gente a Trieste. Così l’economia gira», spiega il primo cittadino.

E così, nell’anno della pandemia, si è deciso di fare le cose in grande. Di esagerare. «Rispetto all’anno scorso ci sarà un aumento di circa il 15% delle luminarie che riguarderà soprattutto le periferie ma anche il Canale di Ponterosso. Un’altra novità sarà la realizzazione di un impianto fisso per la diffusione musicale in piazza Unità, piazza della Borsa e piazza Verdi». Ovvero la colonna sonora degli alberelli di Natale (valzer viennesi e musiche natalizie) introdotta anni fa dall’allora assessore Maurizio Bucci. «Sarà un investimento. In questo modo l’impianto, che sarà realizzato da Hera, potrà essere utilizzato in altre occasioni, durante tutto l’anno». Ma non basta. «Per il Natale ci sarà quest’anno anche uno spazio per i più giovani legato alla realtà virtuale – aggiunge l’assessore –. In un gazebo in piazza Verdi saranno presenti alcuni giochi virtuali».

E ci sarà di nuovo la cometa “invertita” stesa sui piloni di piazza Unità fortissimamente voluta dall’assessore e che ormai è diventata uno dei marchi del Natale triestino. «La cometa sarà rimessa e storta come l’anno scorso. È la nostra cometa anti bora», sorride l’assessore.

E i costi? «Non sono ancora chiusi – spiega Rossi –. Abbiamo già comunque accantonato 250 mila euro della tassa di soggiorno». Nel 2019 l’amministrazione comunale spese 570 mila euro per il Natale più caro della storia di Trieste. Quest’anno si dovrebbe riuscire a fare di meglio. —


 

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