Multati e chiusi due bar a Trieste e Fiumicello

Sanzioni e stop per assembramenti. Il locale giuliano scrive a sindaco, prefetto e questore: «Prima di punire aiutateci a far rispettare le regole all’esterno». Secondo i responsabili del pubblico esercizio di via Torino le situazioni per strada diventano ingestibili

TRIESTE. Linea dura sul fronte movida. Sanzionati e chiusi per cinque giorni due locali in regione, uno a Trieste e uno a San Valentino di Fiumicello. Il motivo? Assembramenti. Si tratta di provvedimenti che però non tutti digeriscono tanto che a Trieste, in particolare, monta la protesta.

«Sabato, dopo la mezzanotte, la Polizia è intervenuta bloccando tutto – raccontano dal Mal del Lupo di via Torino, a Trieste – e il risultato è una multa da 400 euro e lo stop all’attività per cinque giorni. Abbiamo deciso di scrivere una lettera a sindaco, prefetto e questore, a firma di tutti i dipendenti, per manifestare il disagio e la frustrazione che stiamo vivendo». Secondo il locale la situazione esterna è ingestibile, e molti degli affollamenti che si creano non dipendono dai gestori dei vari bar.

«Ci troviamo in una zona dove i gruppi di giovani sono molto numerosi, è così anche nella vicina piazza Venezia. Servirebbe un intervento diverso, che aiuti ad esempio a disperdere le persone nel momento in cui in tutta quest’area si creano situazioni problematiche. In più – aggiungono dal Mal del Lupo – questo provvedimento ci penalizza fortemente. All’arrivo della pattuglia non abbiamo potuto nemmeno incassare le consumazioni già effettuate all’esterno, oltre a dover subire il blocco del lavoro per cinque giorni e i conseguenti mancati introiti».

«Chiediamo, per prevenire le sanzioni, interventi propositivi – si legge poi nella lettera – che ci aiutino a lavorare nel rispetto di queste regole già di per sé difficili da far comprendere ai clienti e alla comunità tutta».

E c’era evidentemente troppa gente sabato sera anche in un locale a San Valentino di Fiumicello. Circa un centinaio di persone, secondo le stime dei carabinieri. Insomma, un assembramento. Per tale ragione, nelle prime ore di ieri, i militari della Stazione di Villa Vicentina hanno chiuso – per cinque giorni appunto – l’Osteria N.1 che si trova in via Gramsci. Per questo “Wine & cocktail music bar” si tratta della seconda chiusura dall’inizio dell’emergenza coronavirus, che ha portato con sé regole stringenti per i pubblici esercizi.

Ai primi di giugno infatti le forze dell’ordine avevano imposto uno stop di due giorni. Adesso la sosta forzata sarà più lunga proprio perché non è la prima volta. Il controllo – sempre seguendo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri – è scattato dopo l’una, anche a seguito di segnalazioni giunte dalla cittadinanza. Insieme ai carabinieri di Villa Vicentina ha operato anche il personale specializzato del Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro dell’Arma.

Quando sono arrivati gli uomini in divisa nel locale, evidentemente apprezzato e considerato come punto di ritrovo da una numerosa clientela, c’era parecchia gente, sia all’interno, sia all’esterno. I militari, dopo aver constatato il mancato rispetto delle norme di prevenzione anti-Covid, che dispongono il divieto di assembramento, hanno cominciato ad allontanare le persone e poi sono seguiti accertamenti più approfonditi.

Stando alle prime notizie, i militari del Nil hanno poi riscontrato alcune anomalie per quanto riguarda la disciplina antincendio (e, in particolare, gli estintori) e l’utilizzo delle telecamere per la videosorveglianza. Su tali tematiche, tuttavia, gli accertamenti sono ancora in corso. Infine, è scattata oltre una dozzina di multe per violazioni del Codice della strada: i “foglietti rosa”, infatti, sono spuntati sul parabrezza di tutte le macchine che erano state parcheggiate male, in seconda fila, contromano o comunque in modo da occupare parte della carreggiata. 




 

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