Restyling della galleria Foraggi affidato a 2 imprese campane

La beneventana Consorzio Stabile e la salernitana Alfieri hanno vinto l’appalto battendo la Rizzani de Eccher con un ribasso del 18%. Cantiere al via in gennaio



La Campania ha battuto il Nordest nella corsa a risanare la galleria Montebello-Foraggi, una pluriennale rogna dei lavori pubblici comunali che pare finalmente aver trovato il bonificatore.


La combinazione tra offerta tecnica ed economica, completata martedì scorso dalla commissione (Enrico Conte, Luigi Fantini, Ingrid Umek), ha visto prevalere il raggruppamento temporaneo formato dal Consorzio Stabile S.a.c. di Torrecuso (Benevento) e da Alfieri Impianti di Torchiara (Salerno), con un ribasso del 18,761%. Seconda classificata la friulana Rizzani de Eccher, capofila di un “rti” composto dalla triestina Rosso, dalla veneziana Sacaim (controllata dalla stessa Rizzani) e dalla sorrentina Cipa. Erano state 6 le cordate a contendersi la più importante gara del Municipio, Porto vecchio a parte: oltre alle prime classificate, ricordiamo la friulana Icop, la milanese Notari, la modenese Baraldini, l’altoatesina Pac.

La cospicua entità dell’appalto, che Iva e sicurezza comprese supera i 9 milioni, ha consigliato il responsabile del procedimento, Enrico Cortese, a prendersi un paio di giorni di ulteriore esame, al termine del quale ha provveduto all’aggiudicazione provvisoria. L’ingegner Cortese è uno che della Montebello-Foraggi se ne intende, essendo stato nel lontano 2007 l’estensore del primo progetto preliminare per la riqualificazione della galleria.

Il sindaco Roberto Dipiazza ha fatto subito un giro di telefonate per dare la lieta notizia. Soddisfatta l’assessore Elisa Lodi, che conta di inaugurare il cantiere in gennaio, avendo come meta l’ultimazione dei lavori in 440 giorni, cioè nella primavera del 2022. Adesso, a partire dall’aggiudicazione provvisoria, scatta una serie di incombenze: la pubblicazione della graduatoria, 45 giorni a seguire di “stand still” durante i quali non si fa niente poichè il periodo serve ai competitori sconfitti per presentare eventuali ricorsi. Poi, salvo imprevisti, la stesura del contratto.

In realtà, l’intero intervento, compresi progettazione (a cura del rappruppamento temporaneo Technital, Prometeo Engineering, Simm, Geosyntech) e intervento dell’AcegasApsAmga, porta l’investimento sulla galleria più lunga dell’area urbana (725 metri) a oltre 12 milioni di euro. L’intervento non era più procrastinabile, Montebello-Foraggi ha 77 anni e li dimostra tutti, ci hanno lavorato il Regno d’Italia, i tedeschi, il Governo militare alleato, la Repubblica italiana: il Dipiazza 2° non era riuscito a cantierarne il refitting, Roberto Cosolini ebbe la sfortuna di incappare nel Patto di stabilità al quale il governo Renzi non concesse deroghe, riesce a provvedervi solo verso la fine del mandato il Dipiazza 3°.

È ben vero che si tratta di un’operazione complessa sia finanziariamente che operativamente: Dipiazza si era impuntato affinchè i lavori permettessero comunque il transito del trasporto pubblico e del traffico privato nelle due direzioni, onde evitare che i collegamenti tra centro e periferia sud s’imbottigliassero tra Grande Viabilità e San Giacomo. I progettisti, sulla scorta di quanto sperimentato altrove (si veda il precedente della Montedomini sull’A14 vicino ad Ancona), hanno messo a punto un’escamotage definito “scudo”, ovvero una struttura di 250 metri suddivisa in due tronconi da 125 mt, che avvolgerà all’interno la galleria consentendo la convivenza tra cantiere e circolazione. —



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