Sommariva cerca il salto: duo d’oro del Porto in bilico

Il segretario generale ha presentato domanda per una presidenza di Authority. Nel caso fosse nominato, addio a Trieste e al sodalizio vincente con D’Agostino

TRIESTE. L’impresa è ardua ma potrebbe condurre alla separazione (consensuale) dell’accoppiata che negli ultimi anni ha riposizionato il porto di Trieste ai vertici dell’attenzione di operatori e media internazionali. Il segretario generale dell’Autorità portuale Mario Sommariva ha depositato domanda nell’ambito della procedura di rinnovo delle presidenze degli scali italiani. La concorrenza è altissima ma, se il manager genovese fosse tra i prescelti e Zeno D’Agostino rimanesse a Trieste, il dinamico duo della logistica altoadriatica finirebbe per dividersi.

Sommariva accarezza l’idea del salto, ma non ne fa una questione vitale: «A Trieste sto molto bene e non ho la necessità di fare il presidente. La ritengo un’aspirazione dovuta all’età e al lavoro svolto in questi anni. Andrà come andrà. A Trieste ho un contratto da segretario generale fino al 2023, che onorerò fino all’ultimo minuto, credendo nel futuro del nostro porto e lavorando per questo». A 63 anni, Sommariva vuole però giocarsi le sue carte, dopo essere stato nominato anche commissario straordinario dell’Authority nel mese di decadenza di D’Agostino dopo la decisione dell’Anac poi ribaltata dal Tar.


I partecipanti alla procedura indetta dal ministero delle Infrastrutture possono indicare gli scali dove gradirebbero essere nominati. Le preferenze di Sommariva non sono note, ma è facile immaginare che la tentazione potrebbe essere il ritorno a Bari (dove è stato per due mandati segretario generale) o l’avvicinamento alla terra d’origine e sulla stampa di settore si parla infatti di un possibile sbarco a Genova. Voci di banchina non escludono poi le possibilità di Venezia e Livorno.

Il gioco è tuttavia assai complicato. La riforma Delrio ha ridotto a 16 il numero di Autorità portuali e i 13 presidenti in scadenza sono tutti al primo mandato e sperano nel rinnovo. A questo bisogna sommare le centinaia di candidature attese e gli incastri politici: un ex dirigente della Cgil come Sommariva non avrà gioco facile nelle regioni e nelle città guidate dal centrodestra.

Ma il genovese ha voluto provarci, con l’appoggio di D’Agostino, che ha a sua volta depositato domanda e che si avvia con ogni probabilità verso la riconferma a Trieste, dopo la mobilitazione della città in suo favore (diecimila firme raccolte in quattro giorni dopo la momentanea decadenza) e le prese di posizione dei ministri Stefano Patuanelli e Paola De Micheli. Se Sommariva partisse, si aprirebbe più di qualche grana per l’Autorità: D’Agostino è il frontman indiscusso, ma il segretario generale è il vero uomo di banchina, capace di pacificare le relazioni sindacali del porto e di gestire l’amministrazione quotidiana.

Bisognerebbe a quel punto ricercare una soluzione esterna o interna: in questo secondo caso, il nome potrebbe essere quello di Vittorio Torbianelli, ex professore di Economia marittima all’Università di Trieste, passato nei ranghi dell’Autorità portuale con l’incarico di seguire lo sviluppo dei progetti speciali e la proiezione internazionale dello scalo. 


 

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