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Trieste riabbraccia i suoi “figli delle stelle”. Cittadinanza e una via per gli agenti uccisi

Oggi le cerimonie per l’intitolazione del tratto di strada davanti alla Questura e la consegna del riconoscimento postumo

Piero Tallandini
2 minuti di lettura

TRIESTE Uno spazio di dodici mesi in cui è cambiato il mondo, sconvolto da una pandemia che ha messo in crisi abitudini e certezze. È passato ormai un anno dal terribile pomeriggio del 4 ottobre 2019.

Pierluigi Rotta e Matteo Demenego in un selfie pubblicato sul web: il 4 ottobre 2019 vennero uccisi da Alejandro Meran a colpi di pistola, mentre erano in servizio, all'interno della Questura di Trieste (ansa)

Eppure l’irrompere del coronavirus non ha scalfito, nella memoria collettiva della città, il ricordo di quel giorno in cui la parola “paura” assunse brutalmente un significato e una consistenza diversi.

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Scene mai viste prima a Trieste: un uomo in fuga armato e deciso a uccidere, due giovani agenti strappati per sempre all’amore delle proprie famiglie e altri sette poliziotti scampati alla morte durante la sparatoria. Impossibile dimenticare quei momenti di panico tra i passanti quando Alejandro Augusto Meran riuscì a scappare dall’edificio prima di essere neutralizzato con un colpo di pistola all’inguine.

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Ora, il primo anniversario diventa l’occasione per onorare degnamente il sacrificio di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, le due vittime di quel pomeriggio di insensata violenza.

Quella di oggi, venerdì 2 ottobre, è  la giornata clou, con l’intitolazione del tratto di via Tor Bandena davanti all’ingresso della Questura, ai due agenti uccisi. Il modo più visibile e duraturo per onorare Matteo e Pierluigi, i due “figli delle stelle”, il soprannome con il quale erano subito entrati nell’immaginario dei triestini dopo la diffusione del video che loro stessi avevano scherzosamente registrato pochi giorni prima della tragedia e che li mostrava a bordo della Volante 2, sorridenti ed entusiasti, prima di cominciare un pattugliamento notturno col sottofondo della canzone di Alan Sorrenti.

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Promosse da Comune e Questura, le cerimonie prendono il via alle 9.30 nella chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, dove l’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi celebrerà la messa, a cui sarà possibile assistere anche in filodiffusione in piazza.

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La stessa chiesa in cui vennero celebrati i funerali solenni il 16 ottobre, giorno in cui Trieste si fermò per l’ultimo saluto: parteciparono al lutto migliaia di persone, in una città «ancora ferita», come ricordò all’epoca Crepaldi nell’omelia. Alle 10.45, in Questura, incontro del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, con i familiari di Matteo e Pierluigi nell’ufficio del questore Giuseppe Petronzi e la consegna dei quaderni che raccolgono i disegni e le poesie dedicati ai due agenti uccisi. Subito dopo, nel famedio, verrà deposta una corona d’alloro.

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Alle 11, in via Tor Bandena, l’intitolazione del tratto antistante la Questura a Matteo e Pierluigi. Saranno presenti, tra gli altri, anche il sindaco Roberto Dipiazza e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga.

La via appena intitolata ai due agenti uccisi (Foto Lasorte) 


Al teatro Verdi, dalle 11.30, la cerimonia di conferimento della Cittadinanza onoraria alla memoria. Il presidente del Consiglio comunale, Francesco Di Paola Panteca, introdurrà gli interventi, poi il discorso e la lettura della motivazione da parte del sindaco Dipiazza e la consegna ai familiari delle vittime delle pergamene e delle medaglie, oltre alla firma del Libro d’Oro. Infine, toccherà all’intervento di Gabrielli, che completerà la cerimonia di consegna delle onorificenze. Al termine sarà proiettato il video “Figli delle stelle” e ci sarà un momento musicale a cura di orchestra e coro del Verdi.

Le iniziative non si esauriranno oggi. Domenica, giorno del primo anniversario della scomparsa di Demenego e Rotta, l’atrio principale della Questura sarà aperto al pubblico dalle 8 alle 19 per consentire alla cittadinanza di rendere omaggio nel famedio ai due “figli delle stelle”. L’accesso sarà contingentato. Obbligatorio l’utilizzo di mascherine. —


 

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