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Trieste, albero a rischio taglio: il rione di San Giovanni dice no

L’acacia vicina a una casa in ristrutturazione condannata all’abbattimento: i residenti chiamano la Polizia locale e la salvano

2 minuti di lettura
Dainese con la moglie e una vicina ai piedi della pianta 



È in pericolo l’acacia di via del Pinturicchio, nel rione di San Giovanni. Si tratta di un vecchio albero, cresciuto nel cortile di un condominio ed evidentemente molto amato dagli abitanti della zona. L’edificio che lo ospita è soggetto a lavori di manutenzione straordinaria, che hanno portato a un tentativo di abbattimento dell’albero da parte della ditta esecutrice. Sul posto è intervenuta la Polizia locale, allertata dai residenti.

Una versione dell’accaduto è riferita da Antonio Dainese, appunto residente in zona, tramite un post su Fb da oltre 150 like: «Questa mattina (l’altro ieri per chi legge, ndr) di fronte casa ci accorgiamo che un piccolo esercito di operai sta per tagliare un albero di acacia di oltre 10 metri e di almeno mezzo secolo. È in corso da mesi un restauro di quel condominio. Scendo in strada. “Cosa state facendo? Non vorrete mica tagliare l’albero?”. Viene fuori che la multinazionale che ha comprato tutto lo stabile vuole tagliarlo per ragioni commerciali, così ci spiegano».

Prosegue il racconto di Dainese: «Altri cittadini si uniscono alla protesta, alcuni di loro vivono nell’edificio da decenni e non gradiscono affatto che l’albero venga abbattuto. “Mi fate vedere il permesso?”. Non ci fanno vedere il permesso. Volano paroloni. Chiamo la Polizia. Mentre sono al telefono il piccolo esercito si affretta a mettere via tutti gli attrezzi e poi, alla velocità della luce, spariscono tutti e rimane solo il capo cantiere».

E ancora: «Come mai sono spariti tutti? Arriva la Polizia locale. L’agente chiede al capocantiere semplicemente: “Avete il permesso di tagliare quest’albero?”. “No”. Fine della storia. L’albero è ancora lì, con qualche ramo in meno, ma è ancora lì. Abbiamo scritto al Comune e vigileremo insieme ai vicini, tutti scandalizzati come noi».

Risulta che l’intervento della Polizia locale ci sia stato davvero: è confermato che gli agenti hanno rilevato l’assenza dei permessi necessari all’abbattimento, bloccandolo di conseguenza.

Quanto alla proprietà dell’immobile, un cartello affisso sullo stesso stabile porta ad Alloro Trieste, marchio di riferimento per il patrimonio immobiliare ex Allianz, a sua volta collegato a Trilumi. Nonostante i tentativi telefonici, a ieri sera non era risultato possibile conoscere la versione della società.

Resta da capire che ne sarà ora dell’acacia. Da un lato il regolamento sul Verde pubblico, nell’articolo dedicato agli alberi di pregio, afferma che è «vietato su tutto il territorio comunale ogni intervento di abbattimento, modifica sostanziale della chioma e dell’apparato radicale di alberi con circonferenza del fusto, misurato a 130 centimetri dal suolo, superiore a 155 centimetri, oppure superiore a 220 centimetri se misurato al colletto; stesse prescrizioni valgono per tutti gli alberi con altezza superiore a 15 metri (tranne Acero negundo, Ailanto, Broussonezia, Indaco bastardo e Robinia, considerati infestanti, ndr)».

Tutti gli alberi, indipendentemente dalla proprietà? Le speranze dei residenti vanno in questo senso, poiché l’acacia di via del Pinturicchio sembra rientrare in tali criteri. D’altro canto Elisa Lodi, assessore comunale con delega al Verde pubblico, rileva tuttavia che l’acacia non è considerata di per sé come un albero di pregio. Lodi si impegna inoltre a verificare con i suoi uffici la questione inerente le autorizzazioni e l’intervento della Polizia locale. —





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